giovedì 22 giugno 2017

A scuola: pedagogia o psicologia?

A scuola: pedagogia o psicologia? Ecco perché le due discipline sono profondamente diverse, ma anche perché la pedagogia non può ignorare la psicologia.

Torno sull’argomento nel tentativo di chiarire ancora una volta le posizioni delle due discipline scientifiche quali la pedagogia e la psicologia.
La confusione nello svolgimento delle mansioni tra pedagogisti e psicologi fa sì che l’un l’altro si accusino di usurparsi il lavoro: il pedagogista dichiarando che lo psicologo vuole entrare a scuola e medicalizzare tutti i bambini, forse con ragione; lo psicologo dichiarando che il pedagogista si vuole occupare della mente dei bambini, mentre sarebbe un loro compito. In parte è vero, ma non del tutto. Vediamo perché.

mercoledì 14 giugno 2017

Docenti e genitori: una disputa continua. Quando la famiglia deve rimanere fuori dall’aula scolastica.

È una vecchia storia. 
Da anni oramai i docenti hanno perso il loro ruolo e i genitori hanno acquistato una certa prepotenza nei loro confronti. Ma non è neanche tutto vero. Con questa storia dei disturbi dell’apprendimento, i docenti spesso si sentono “preparati” a fare diagnosi e con piglio quasi autoritario pretendono che i genitori sottopongano i propri figli ad accertamenti diagnostici spesso deleteri per il rendimento scolastico di questi bambini. Insomma: insegnanti che non insegnano, genitori che non educano, queste sono i rinfacci che i primi rivolgono ai secondi e i secondi ai primi, come in un circolo vizioso da cui difficilmente se ne esce. Ma di chi è la colpa: dei primi o dei secondi?

lunedì 12 giugno 2017

CORSO: Figli, Studenti e DSA

Finalmente il corso tanto atteso da genitori e insegnanti per capire di più i Disturbi Specifici dell'Apprendimento! 
E non un corso per sapere come "valutare i bambini", ma per sapere come aiutarli a prevenire dislessia, disortografia, discalculia, ADHD ecc. ed eventualmente superarli
con la consapevolezza e la conoscenza di come nascono
Noi adulti (genitori e insegnanti) siamo ciò che permetterà o meno a figli e studenti di avere un futuro sereno a scuola, ma solo se siamo consapevoli di ciò che facciamo e di come lo facciamo.


Non è più possibile ignorare la nuova frontiera psicologica con la conoscenza della teoria e prassi dello straordinario psichiatra Massimo Fagioli, né con la conoscenza e la prassi della 
Pedagogia Dinamica della Dr.ssa Tiziana Cristofari 
(teorie e prassi entrambe ampiamente discusse nel corso).
Un corso che affronterà con motivazioni scientifiche perché il DSA non è di origini genetiche, né neurobiologiche. 
Un corso per chi vuole capirne veramente di più: genitori, insegnanti, pedagogisti, educatori, psicologi, logopedisti ecc.
A tutti i partecipanti sarà dato in omaggio il libro della Dr.ssa Tiziana Cristofari Bambini senza DSA: una realtà possibile!

Per saperne di più sul corso clicca qui

mercoledì 7 giugno 2017

Cosa manca ai nostri studenti

Mi chiamo Tiziana Cristofari e sono una pedagogista e insegnante.
A soli 6 anni già dicevo di voler fare l’insegnante, a circa venticinque anni, durante il percorso universitario, capii che per fare l’insegnante avrei dovuto realizzare un’identità professionale adeguata, perché conosce la materia da impartire non mi sarebbe bastato, dovevo diventare un’esperta dei processi formativi, perché a un bambino/ragazzo in formazione non gli serve solo la conoscenza di specifiche materie, ma gli serve soprattutto imparare a pensare.

Perché riempire la testa di nozioni dei nostri studenti è facile: basta conoscere la materia di insegnamento e trasferire un certo quantitativo di saperi. Ma questo non è insegnare! Io posso insegnare solo se permetto all’altro di imparare con la propria testa, la propria capacità, il proprio modo di fare, il proprio modo di apprendere… e questa è pedagogia. Pertanto, insegnare senza conoscere la pedagogia, non è insegnare, è solo trasferire un sapere come fanno le guide turistiche, come fanno gli allenatori sportivi, come fanno i datori di lavoro quando passano i concetti e i contenuti al nuovo lavoratore dell’azienda. Ma la scuola non è questo! Non è un’azienda! La scuola deve far crescere persone capaci di pensare, non riproduttori di concetti e cose come fossero su una catena di montaggio. Ma tant’è che la società questo fa! La scuola questo impartisce! Non insegna a crescere, perché insegnare a crescere è qualcosa di più, molto di più.

venerdì 26 maggio 2017

Mamma... maestra, permettetemi di sbagliare


Più volte la Montessori ha scritto nelle sue relazioni sulla pedagogia che i bambini chiedono “permettimi di fare da solo”. Il metodo Montessori è incentrato su questo riconoscimento delle potenzialità del bambino non solo perché può, ma anche per crescere indipendente.
Nonostante questo proposito sia, a mio avviso, un imperativo del riconoscimento delle capacità insite nel bambino e che andrebbe attuato sempre, nelle scuole e nella realtà familiare non viene quasi mai applicato, anzi si imbocca il bambino anche quando ha già imparato a mangiare da solo. Anche quando sa e può fare, spesso genitori e insegnanti lo trattano come un impedito, come un “essere” che non può, non sa, non è.
E invece il bambino è, può e sa fare tutto quello che è tipico della sua età, basterebbe che gli permettessimo di dimostrarcelo! Ma mi spiego meglio.

giovedì 18 maggio 2017

Cos'è l'ADHD e come si supera

COS’E’ L’ADHD?

Innanzitutto comincerei col dire che la cosiddetta ADHD ovvero la sindrome da iperattività e deficit dell’attenzione non è una patologia genetica, né di natura neurobiologica (in assenza di lesioni organiche), ma semmai il bambino avesse una qualche difficoltà a mantenere la calma e la concentrazione può essere al limite un problema psicologico, ovvero legato all’ambiente affettivo ed emotivo circostante.
Come pedagogista, mi occupo di formazione sia sul piano pedagogico che didattico, ma non certo di cura psicologica. Qualcuno quindi mi potrebbe obiettare di non poter affermare che il problema non sia genetico o neurobiologico, in quanto non sono né medico né psicologa. 


COME FACCIO ALLORA AD AFFERMARE CHE L’ADHD NON HA NE’ NATURA GENETICA, NE’ NEUROBIOLOGICA?

mercoledì 10 maggio 2017

L’indifferenza dell’adulto crea i disturbi dell’apprendimento

La parola è interesse nei confronti del rapporto umano, interesse per la realizzazione dell’altro. Comincia tutto da qui, dall’interesse che ho provato e provo per i miei studenti e per la loro realizzazione individuale.
Poi viene l’affettività che è un segno evidente dell’interesse.
Mi sono chiesta se un insegnante potesse avere interesse per tutti, ma proprio tutti i suoi studenti. E la risposta è sì. Lo può avere. Anzi no, lo deve avere. Perché quell’interesse, quell’affettività umana fa la differenza tra chi apprende e chi potrebbe sviluppare delle difficoltà.