Capire cosa fare con le vaccinazioni
non è solo una questione di salute fisica — anche se ovviamente prioritaria —,
ma spesso è anche una questione antropologica, psicologica e soprattutto
pedagogica.
Nei giorni passati una mamma si è presentata al mio
studio e mi ha detto: “Lei si occupa di formazione, sviluppo e crescita a 360
gradi; quando io ho fatto le magistrali, diversi anni fa, c’era una materia che
si chiamava puericultura…” Annuii e lei continuò: “Allora vorrei che mi dicesse
cosa devo fare con mia figlia di 14 anni e il vaccino contro il Papilloma virus
(HPV): c’è chi dice che va fatto e chi invece sostiene che potrebbe essere
causa di altre conseguenze”. Dopo un attimo di esitazione aggiunse: “Io non so
cosa mia figlia farà della sua sessualità, non potrò sapere se e quando avrà
rapporti sessuali, non posso e non voglio controllare quello che di più umano e
naturale ci può essere nella sua vita, ma la possibilità che contragga questa
infezione mi spaventa più dell’HIV… Anche perché dall’HIV ci si può proteggere
con il profilattico, mentre da questa infezione no!”






















