giovedì 23 ottobre 2014

Ecco come distruggiamo la mente dei nostri bambini

Sono una pedagogista-docente e mi occupo di formazione oramai da diversi anni. Troppo spesso però vedo una situazione che non posso più tacere, anche se non è la prima volta che ne parlo.
Sono molto indignata per la facilità con cui i nostri bambini vengono giudicati e “torturati” psicologicamente. E non sto esagerando! Perché la tortura non è solo quella fisica, ma anche e ai nostri giorni soprattutto, quella psicologica.
Viviamo in una società molto superficiale, dove i tempi frenetici e la poca pazienza che abbiamo nei confronti dei nostri bambini e delle nostre bambine, ci spingono a conclusioni affrettate sulle loro potenzialità e capacità cognitive, purché ci sollevino dall’incombenza di seguirli negli studi.

Troppo spesso i genitori mi portano i loro figli emotivamente avviliti, psicologicamente affranti, demotivati e senza più la minima autostima di se stessi.
Arrivano da me dicendomi che il loro bambino o la loro bambina ha difficoltà nello studio; che piange perché non vuole studiare; che non vuole andare a scuola. Me li portano dicendomi che l’insegnante gli ha detto che sicuramente ha qualche problema cognitivo, e quando arrivano da me hanno già fatto percorsi con il logopedista e il più delle volte, il medico, gli ha certificato un ritardo nell’apprendimento.


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Ma sapete una cosa? Nel 99% dei casi, il bambino o la bambina non ha niente, recuperando nel giro di un anno scolastico tutte le carenze!
Mi sono chiesta più volte se voi vi foste mai domandati come reagiscono i vostri figli a tutte queste chiacchiere non vere sulla loro capacità di apprendimento. Vi siete mai chiesti cosa provano? Come stanno? Cosa pensano di tutte quelle ricerche mediche e quelle esercitazioni alienanti, ai quali vengono sottoposti anche solo perché hanno una pessima scrittura? Vi siete mai chiesti guardando la calligrafia di un medico se anche lui fosse disgrafico?
Ve lo dico io cosa pensano i nostri figli! Pensano di essere inferiori, di essere diversi, stupidi, non capaci come i loro compagni di classe. E la loro psiche lentamente cambia e diventa brutta. Perdono la loro autostima, diventano tristi, paurosi e a scuola non rendono più, non si sentono capaci e si convincono di non riuscire negli studi; dentro di loro si domandano perché devono continuare a studiare; perché devono andare a scuola, a cosa serve… perché la scuola non brucia!
Io sono molto indignata! con insegnanti impreparati nella didattica che si sentono in diritto di diagnosticare senza averne la competenza.
Sono molto indignata! con la connivenza dei medici psichiatri che devono trovare necessariamente un’anomalia in un bambino che ha solo bisogno di essere rispettato nei suoi tempi di apprendimento, mentre la loro diagnosi è basata su statistiche (vi ricordo che Albert Einstein ha mostrato la sua genialità solo all’università, risultando terribilmente carente in tutti i precedenti corsi di studi, soprattutto in matematica; e nonostante oggi si dica che fosse dislessico, niente e nessuno allora, fortunatamente, gli ha impedito di credere in se stesso e di diventare ciò che tutti noi conosciamo). Vogliamo parlare dei logopedisti? Che uccidono il pensiero del bambino tediandolo con tanti esercizietti che allontanano sempre più il piccolo dalla scuola? E tutto questo pur di non ammettere che quel paziente non ha bisogno del loro aiuto, ma solo di una efficace didattica che loro ignorano completamente.
Ma è tutto un sistema di scarica barile: l’insegnante ai genitori, i genitori al medico, il medico al logopedista e il logopedista sul problema diagnosticato dal medico che purtroppo si può migliorare, ma non curare; e non c’è la cura semplicemente perché non c’è la malattia!
Ma sono indignata anche con voi genitori! Che non avete la pazienza di ascoltarli i vostri figli; che li imboccate come se fossero sempre piccoli, senza svezzarli nel rapporto e nella loro continua e costante crescita di competenze. E questo è un errore grave, molto grave, perché non permettete loro di crescere, di sviluppare indipendenza, di conquistarsi quel pezzettino di mondo a scuola, che solo a loro appartiene.  Non avete voglia di seguire e capire i cambiamenti che la scuola li costringe a sviluppare, non avete la voglia di capire che il vero problema potrebbe essere nel rapporto con voi, con la maestra o con i compagni di classe. Perché è così: quasi sempre il problema scolastico ha le sue profonde radici nel rapporto umano.
Allora non distruggiamo la mente e la vitalità dei nostri figli, abbiate il coraggio e l’umiltà di valutare il vostro rapporto, di considerare quello che la maestra ha con vostro figlio o vostra figlia, prima ancora di intraprendere un percorso diagnostico, che in quanto tale, nella mente del bambino, riporta sempre e comunque a una malattia e quindi a una diversità dai compagni di scuola. Ricordandovi inoltre che oggi, quella che viene comunemente definita dislessia, il più delle volte è un abuso di terminologia e medicalizzazione su bambini sanissimi per questione di business. Non confondiamo le difficoltà didattiche e di rapporto con la scusa della malattia, una malattia che nessuno ha organicamente riscontrato e che si basa solo su statistiche. Eviteremo così di crescere bambini insicuri, ribelli, aggressivi, svogliati, tristi, spaventati e senza autostima.

Dr. Tiziana Cristofari
©Tutti i diritti riservati

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236 commenti:

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    1. Sono la mamma di due bambini. La prima ha oggi 6 anni ed ha cominciato la prima elementare dopo un percorso di psicoterapia durato circa 1 anno e mezzo comprensivo di sedute genitoriali a cui siamo pervenuti per un forte atteggiamento oppositivo ed aggressivo, con forti componenti di disistima verso se stessa. Oggi la bambina è rientrata nella cosiddetta norma e termineremo il percorso a Dicembre. Ci è stato chiesto se le sedute ci avessero aiutato ed io dico si. Hanno aiutato me e mio marito a ritrovare un dialogo, ad accettare le nostre diversità in ambito di pensiero educativo, a mostrarci coerenti, affiatati, a spendere con qualità il tempo trascorso insieme alla nostra bambina. Quindi si, trovo l'articolo di cui sopra molto azzeccato. E non ci ho trovato nessuna componente aggressiva nei confronti degli specialisti, ma solo un invito alle famiglie a fare un pò di autocritica. Anzi, credo che l'autrice consideri assolutamente importanti il riconoscimento di disturbi laddove i sintoni statisticamente possano portare ad una diagnosi e quindi ad intraprendere un percorso che aiuti il bambino a migliorare.

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    2. Signora, sua figlia rientra nei disturbi di natura psicologica, non in un disturbo di apprendimento!

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    3. sa signor anonimo che non ha neanche il coraggio di farsi vedere,da come parla credo sia uno psicologo anche lei ,la scienza fa spesso anche dei danni e come dice la dott. sopra si cerca di curare un disturbo che non 'è ,spesso con medicine dannose che fanno diventare i bambini rincoglioniti e tutto perché devono avere per forza qualcosa,ce ne fossero come questa dottoressa,il mondo sarebbe migliore,gli studi che lei probabilmente ha fatto gli ha fatto credere che quello che gli hanno insegnato fosse giusto ma non è proprio così .

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    4. Signora Margherita, mi rincuora vedere che ci sono mamme attente come lei e per questo va tutta la mia stima. Purtroppo i genitori non si sanno mettere in discussione e preferiscono pensare di avere bambini "malati" anziché provare a modificare il proprio rapporto con loro. E' chiaro che non nego la dislessia, ma penso che sia molto più frequente una cattiva relazione con i bambini o una cattiva didattica, piuttosto che una problematica dichiarata solo statisticamente sulle competenze che un bambino dovrebbe possedere a una certa età, anziché fare una valutazione della componente affettiva, relazionale ed emotiva della vita del bambino e di tutto ciò che gli ruota intorno.
      Grazie di essere una mamma presente, i suoi figli sono fortunati.

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    5. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    6. Signor Anonimo (piscologo? psichiatra?), mi può per cortesia indicare i test scientifici di una e soltanto una malattia indicata nel DSM che lei cita? Perchè lo sà vero che per stessa ammissione di chi lo ha redatto (ovvero i suoi colleghi psichiatri) quelle malattie sono state DECISE PER ALZATA DI MANO, e NON HANNO NESSUNA BASE SCIENTIFICA? Lo sa vero? Se non lo sa allora farebbe molto bene ad occuparsi di altro, stando a debita distanza (diciamo un centinaio di chilometri) da qualsiasi bambino che lei etichetta come disturbato. Ah, e già che c'è, le consiglio vivamente di prendere in prima persona i prodotti che i suoi colleghi Psichiatri e Psicologi (e magari anche lei?) danno impunemente ai bambini che etichettano come disturbati,tipo Ritalin o simile (ovvero delle PESANTI DROGHE, classificate al pari della Cocaina e dell'eroina), magari così può sperimentare in prima persona i "rimedi" dei suoi colleghi Psicologi e Psichiatri.
      Buona serata.

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    7. Concorso a piedo con quanto scritto dalla Dott.ssa Tiziana Cristofari, sono anchio una Pedagogista e condivido tutto.

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    8. Scrivo da una città che vanta uno dei migliori ospedali pediatrici italiani e posso testimoniare che nella classe dei miei figli su trenta bambini quindici sono ritenuti affetti da dislessia/discalculia/disgrafia con gravi disturbi di apprendimento.....non vi sembra strano? Io ho sempre sostenuto che i medici qui si ''contagiano'' nelle loro conclusioni . credo che l'articolo sia effettivamente interessante , più attenzione da parte di genitori e medici risolverebbe parecchi casi...o forse sono loro i carenti in attenzione??? I bambini con dsa vanno aiutati non generalizzati...

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    9. ho un figlio con autismo e le diagnosi sono aumentate a livello esponenziale come quelle della dislessia ecc...quindi per me è vero che ci sono molti più alunni con questi disturbi dell'apprendimento che una volta erano etichettati come il classico "somaro" ,invece adesso si hanno degli strumenti per la diagnosi che una volta non si avevano ;quindi non sono aumentati per favorire il business ma semplicemente perchè non venivano riconosciuti come tali;però concordo che da parte degli insegnanti c'è un abuso di segnalazioni perchè alla prima dificcoltà se ne vogliono un po' lavare le mani sperando che qualcun altro gli risolvi i problemi del suo alunno

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    10. Annalisa, le consiglio vivamente di informarsi su quali sono i reali "strumenti" che i "professionisti" utilizzando per "diagnosticare" una "malattia" o "disturbo" che il bambino "ha".
      Inoltre le posso anche dire che in diverse scuola del mio paese (vivo in Emilia Romagna) i test di screening (già illegali in primo luogo) sono stati banditi perchè "Faziosi e scritti ad hoc per diagnosticare disturbi".
      Questo non vuol dire che non esistano bambini con reali problemi, ma ci sono strumenti alternativi a quelli proposti da molti "esperti" del campo.

      Per il bene di suo figlio, si informi veramente su come stanno le cose.

      Anna

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    11. gentile dottoressa sono mamma di un bambino di 5 anni e da qualche settimana la maestra mi ha segnalato che il bambino é molto distratto non é attento alle indicazioni che impartisce alla classe e di conseguenza nn svolge correttamente il compito assegnato. dice che lo percepisce su una nuvola perso nel suo mondo fatto di giochi.... mi ha suggerito di andare dal pediatra e di dire che ha difficoltà di concentrazione e attenzione e che nn riesce a fare i collegamenti logici e cognitivi da lei richiesti.... e sentire cosa dice e cosa mi consiglia. tengo q precisare che sono incinta di 32 settimane e che ho avuto un piccolo problema e il dottor mi ha lasciato a casa in maternità anticipata già due mesi fa. il mio dubbio é : non é che tutti questi cambiamenti possono aver provocato una regressione ? forse é una richiesta di attenzione da parte del bimbo?? non so ho preso molta paura mi sento molto confusa e come dice lei vorrei prima chiedere aiuto x noi genitori e x vedere se il nostro ambiente familiare é adatto al nostro bimbo favorevole e rilassato....oppure se al contrario dobbiamo modificare il nostro approccio con il bimbo. in sostanza prima di dire che é il bimbo iperattivo e con disturbi dell attenzione mi voglio mettere io in discussione .
      scusi se sono stata prolissa ...
      cosa ne pensa? grazie sara

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    12. Gentile Signora, è difficile poter trarre delle conclusioni da poche righe e per etica professionale non posso esprimermi senza aver approfondito. Io do molte possibilità alle persone di venire in consulenza da me sia gratuitamente presso l'VIII Municipio del Comune di Roma, in convenzione con l'Associazione Di.Sco. sempre a Roma o privatamente, ma non posso esprimermi se non vedo i genitori e i bambini. Capisco che se una persona non è di Roma diventa complicato, ma al momento non posso fare diversamente. Lei può comunque continuare a seguirmi sul mio blog, leggere i romanzi di formazione che pubblico gratuitamente sempre sul blog o anche su carta stampata. I miei scritti, anche se sotto forma di romanzo sono sempre incentrati sulla formazione e sul rapporto genitori-figli. Cordiali saluti

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    13. Dopo molti anni, mi sono nuovamente ritrovato nella scuola media per una supplenza, e sono rimasto stupefatto ed amareggiato da come sia cambiato tanto in cosi pochi anni. Ora con troppa facilità si etichettano i bambini come affetti da disturbi da apprendimento, un modo molto semplice per i consigli di classe spesso forzati solo da alcuni docenti " più anziani" per togliersi la responsabilità o giustificare insuccessi. Concordo pienamente con la dt.ssa Cristofari un perorso assolutamente dannoso per i ragazzi che finiscono per convincersi di problemi di fatto "normali", perchè non siamo macchine da poter codificare con un sistema univoco ognuno ha dei propri metodi di codifica che non vanno forzati ad una volontà di appiattimento. credo solo che anche questa cosa come altre in Italia è stata creta per fare business, per far lavorare e per creare enti che propongono corsi inutili e strapagati spesso obbligatori, è tutto molto triste.

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    14. Sono la mamma di una bambina di 7 anni che frequenta la seconda elementare. Le maestre già dalla prima hanno notato delle difficoltà di apprendimento soprattutto nella lettura e scrittura, la bambina confondeva sempre delle lettere tra di loro ( ad esempio p/b ; t/d ), era lenta nella lettura e nella trascrizione, mi hanno detto di aspettare ma di controllare quando faceva la lezione a casa. Il problema e' rimasto anche in seconda così le maestre mi hanno consigliato di fare un consulto ed appurare se era presente un problema di apprendimento. Conoscendo la logopedista che aveva seguito la bambina di una mia amica mi sono rivolta a lei e sta facendo delle sedute, si trova bene. La mia impressione è che le maestre siano un po carenti nell'insegnamento e l'aiuto della logopedista va a compensare delle lacune esistenti, ma credo anche che mia figlia ha in effetti delle difficoltà che non trovano soluzione nel metodo di insegnamento secondo lei cosa dovrei fare? Le maestre mi chiedono una visita neurologica per appurare la dislessia invece la logopedista mi dice che la bambina sta facendo grandi progressi.

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    15. Gentile Signora, dalla logopedista ci si arriva su indicazione dello psichiatra, la logopedista non può avere la prima parola, perché non ha la competenza per diagnosticare. Inoltre non è competente in metodologie di didattica quindi non può essere di supporto nello studio. Se la bambina ha trovato miglioramenti nel non confondere più le lettere, la logopedista ha fatto il suo lavoro, ma per una diagnosi sulle capacità cognitive deve necessariamente rivolgersi a un medico laureato in psichiatria. Non conoscendo la bambina non posso suggerirle altro. Cordiali saluti

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    16. Lei dottore e' andata diritta al nocciolo della questione,che ultimamente ha riguardato me ed il mio Luca di 10 anni.mi fa piacere poter constatare che ci sono dottori deontologicamente corretti .la saluto e la ringrazio per. Il lavoro da. Lei svolto

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    17. Grazie a Lei Vittoria, per la stima che ripone nel mio lavoro.

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    18. Mi sa che nel medioevo ci sei tu!!

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  2. Questa affermazione è una nota "bufala" che continua a perpetuarsi su blog poco informati: "Vi ricordo che Albert Einstein ha mostrato la sua genialità solo all’università, risultando terribilmente carente in tutti i precedenti corsi di studi, soprattutto in matematica".
    Sarebbe meglio controllare bene le proprie fonti, prima di fare affermazioni basate su dicerie "popolari", altrimenti anche tutte le altre argomentazioni rischiano di perdere di credibilità.

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    1. Io ho letto le biografie che sono sul mercato, reperibili in biblioteca o in libreria, quindi alla portata di tutti, ma se lei ne ha qualcuna migliore la invito a suggerirmela. Grazie

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    2. Direi che la pagella originale di Einstein si commenta da sè: http://www.einstein-website.de/z_kids/certificatekids.html

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    3. Qui c'è anche la foto della pagella:

      http://en.wikipedia.org/wiki/File:Albert_Einstein%27s_exam_of_maturity_grades_%28color2%29.jpg

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    4. Mi scusi Marco, ma diciamo la stessa cosa. Non capisco cosa mi sta contestando...

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    5. Ma scusi, dalla pagella è evidente che Einstein era decisamente bravo in matematica.

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    6. Se per lei avere 6 in matematica vuol dire essere DECISAMENTE BRAVO, abbiamo parametri di valutazione diversi. Rispetto comunque il suo pensiero.

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    7. Dottoressa Cristofari, per favore! Si informi sul sistema di valutazione di quella scuola. Nel link che le ho inviato è pure specificato. il 6 è il voto massimo.

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    8. Ammetto di essere stata superficiale nella lettura della pagella, ma le sue fonti sono attendibili quanto le mie, difficile poter dire dove sta la verità. Comunque la ringrazio per avermi fatto vedere che ci sono diversi punti di vista su questo uomo straordinario.

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    9. Signora Cristofari, non è affatto difficile poter dire dove sta la verità: il rendimento scolastico è indicato nella pagella, ed indica un rendimento eccellente in matematica. Per favore le chiedo di eliminare la frase in parentesi, questa discussione sta entrando nel ridicolo.

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    10. Ad ogni modo, se lei continua (assurdamente) a ritenere che le fonti non siano certe, questo comunque non le dà il diritto di affermare nulla, quindi rinnovo l'invito a rimuovere la frase.

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    11. Il rendimento scolastico, nella vita, conta quanto i cavoli nella preparazione della ricotta.

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    12. Marco,hai pienamente ragione!!

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    13. Bibliografie? Non sa manco cosa avesse realmente Einstein e parla di leggere bibliografie.

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    14. Sig. Marco, quei voti risalgono al 1896 quando Einstein aveva ormai 17 anni e si apprestava all'università (vi è infatti indicato il riferimento al "Certificate of qualification for
      university matriculation"), quindi non confutano del tutto la teoria sopra riportata, benchè nell'articolo che ha riportato si parla di una lettera della madre, inviata alla sorella, dove indicava che Albert aveva ottenuto voti eccellenti all'età di 6 anni.

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  3. Credo che le insegnanti possano sbagliare nel giudicare un alunno, ma un genitore attento se ne accorge se c'è qualcosa che non và, io stessa da bambina avevo tante difficoltà a scuola e nessuno se ne è mai accorto, soffrivo in silenzio e ci sono voluti anni per recuperare l'autostima, senza l'aiuto di psicologi e nient'altro, i figli vanno seguiti ed aiutati nelle loro difficoltà, certo ognuno ha i suoi limiti ma per un genitore vedere il proprio figlio che fa tanta fatica, pur impegnandosi tanto, non è piacevole, credetemi.
    Saluti

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  4. Gentile dottoressa credo che il suo articoli sia superficiale e pericoloso. Credo anche io che negli ultimi anni si sia esagerato con le diagnosi di disturbo di apprendimento, ma ciò non significa che non esista. Certo che non è una malattia ma un modo diverso di apprendere. Il ruolo della logopedista non è quello di curare ma quello di insegnare ad utilizzare le proprie capacità in maniera diversa in modo che le difficoltà vengano superate. Non facciamo "esercizietti", ma cerchiamo di far emergere nuove competenze. Tutto ciò dopo un percorso di studi esattamente come quello effettuato da Lei. Pertanto denigrare le altre professionalità, senza per altro avere le conoscenze è sicuramente sbagliato. La saluto, una logopedista

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    1. Pienamente d'accordo. Daniela D'Elia

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  5. Come genitore ho portato entrambi i miei figli da una logopedista che correttamente si è limitata a aiutarli nello sviluppo dell'eloquio e riconosco come sia stata di aiuto.
    Come operatore dei servizi sociali, ho assistito alla trasformazione di bambini irrequieti in "CASI CLINICI" che - per questi casi - si sono risolti nella trasformazione in adulti altamente problematici. I problemi ci sono ma per ora l'effetto principale è dare lavoro agli specialisti, i miglioramenti non corrispondono con l'impegno speso, troppo facilmente si parla di "disturbi" e troppo facilmente i "disturbi" entrano e escono, appaiono e scompaiono nei manuali e nella letteratura scientifica.

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  6. Mi scusi ma trovo davvero fuori luogo le affermazioni contenute nel suo articolo. Da mamma di due bambini DSA e moglie di un dislessico mai diagnosticato le posso dire che non c'è psicologo che tenga quando tuo figlio non memorizza la tabellina del due o non può e sottolineo NON PUÒ copiare una frase dalla lavagna perché non ha sviluppato la coordinazione oculo-mano! Lei non ha idea della frustrazione generata da docenti incompetenti che minano quotidianamente tutto il lavoro fatto dai terapisti e dai genitori...eh sí, anche dai genitori! Perché la maggior parte delle famiglie è in prima linea per aiutare i propri figli. D'altronde sono d'accordo con lei che con una didattica adeguata sarebbe tutto molto più semplice, ma nel frattempo Dio benedica logopediste, neuropsichiatri insegnanti preparati e tutti coloro che lavorano per il futuro dei nostri ragazzi. Grazie e buona giornata

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    1. Io non ho negato l'esistenza dei DSA, ho solo detto che troppo spesso le diagnosi sono errate. Io stessa non ho mai imparato le tabelline, ma questo non mi ha impedito di laurearmi! Il mio voleva essere solo uno spunto di riflessione...

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    2. No Dottoressa Cristofari, lei sta puntando il dito in maniera superficiale contro professionisti che mettono anima e cuore nel loro lavoro. Chi come me è mamma e insegnante, è tenuta a confrontarsi con i genitori sulle difficoltà considerando i propri alunni come fossero figli e sperando che un intervento, anche il più semplice, possa generare solo beneficio e impedire che le difficoltà con il tempo possano aumentare. Noi docenti ci documentiamo , ci aggiorniamo e ci confrontiamo in equipe. Cosa che evidentemente lei non sa.

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    3. Sono Lorenzo. Voi docenti? Cosa intende di preciso con "noi docenti"?

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  7. dottoressa, spero che almeno abbia un figlio con problemi di apprendimento per permettersi di sancire tali sentenze!

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    1. ? MA è MATTA? si rende conto della frase scritta al dott.ssa? il male non si augura a nessuno? ma che razza di persona è lei?

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    2. Non vorrei sbagliare, ma credo non possano più essere definiti "problemi d'apprendimento". Ognuno ha un suo tempo, un suo percorso da seguire e quello che pretende la scuola non è necessariamente il migliore! Considerando quanto questa in passato abbia dato importanza al livello mnemonico, direi proprio che dovremmo ricrederci su ciò che può essere definito "problema" e "augurare male". È proprio così sfortunata una persona che ha un figlio che arriverá ai livelli della media degli altri bambini un po' più tardi? Io fino alla 5' elementare non ero brava a scuola. Ero molto lenta e non riuscivo a capire la matematica. Questo non mi ha impedito di diplomarmi in un liceo con 100/100. Per questo mi sento di rigraziare i miei genitori, che con pazienza e tranquillità mi hanno aiutato ad arrivare al livello della media. In ogni caso sono d'accordo con la dottoressa. Non ha aggredito nessuno, ha soltanto consigliato di smettere di vedere malattie d'ovunque e di dare attenzione ai propri figli, o meglio, una diversa attenzione. Il fatto che abbia avuto un tono un po' acceso è stata una buona tecnica per attirare l'attenzione (con questo non voglio dire che la sua indignazione sia inventata). E vedo che l'obiettivo è stato raggiunto!

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    3. Sono d'accordo con lei quando afferma che non c'è nulla di male se un bambino arriva un po' più tardi rispetto agli altri. Viviamo purtroppo in una società che ci vuole pronti e sempre tra i primi della classe in una continua sfida l'un con l'altro. Questo causa un profondo danno ai piccoli e un costo sociale ed economico elevato. Ma l'apparenza vuole la sua parte e per lei ci accaniamo contro gli indifesi nella speranza di poter dire di essere i migliori. Grazie per la sua testimonianza.

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    4. Buongiorno, sono una educatrice e lavoro nelle scuole da circa 12 anni da "esterna", affiancando bambini con difficoltà di vista. Credo che l'articolo della dott.ssa Cristofari sia molto interessante, e si inserisca in un quadro più generale di disattenzione nell'educazione del bambino nel corso della sua crescita. Il sistema scolastico prevede ormai quasi esclusivamente l'arricchimento intellettuale dei nostri bambini, trascurando notevolmente la loro crescita a 360 gradi (e dando scarsa o nulla importanza ad attività come la musica, l'espressione artistica, canora, corporea, e a tutti i linguaggi alternativi a quello verbale). Questo avviene fin dalla più tenera età. Questo avviene anche in scuole che sbandierano progetti artistici o ore dedicate alle materie più disparate. Questo avviene da quando è iniziata la corsa all'anticipo, per cui sembra importante che bambini di 5 anni sappiano già scrivere..come se scrivere non fosse la più semplice delle competenze, acquisibile anche da chi ha gravissimi ritardi ... L'attenzione è tutta spostata alla meccanica delle cose, e completamente distolta dai contenuti...anche io mi ritrovo continuamente in classe a rabbrividire di fronte a bambini pieni di mondi infiniti e ricchissimi la cui valutazione avviene sulla base della grafia o di analoghi limiti..il problema è che se un bambino ha difficoltà a scrivere nessuno pensa e si concentra sul fatto che magari è bravissimo a raccontare...tutto viene medicalizzato, e il problema diventa il centro della vita di quell'individuo..peggio..il problema diventa il bambino stesso. Quante volte entrando in classe mi sento snocciolare dalle maestre tutti i problemi dei bambini invece che le loro meraviglie? Non c'è Marco che sa disegnare come un angelo e Francesca che racconta storie fantastiche...c'è il discalculico, il disortografico, il bambino con genitori difficili ... e invece che buttare all'aria i programmi e concentrarsi finalmente sui bambini che abbiamo di fronte, fioccano inviti a rivolgersi a psicologi, logopedisti e esperti di ogni tipo per poter tenere il ritmo....ma quale ritmo? quello al quale pure noi ammettiamo in continuazione che non riusciamo a stare dietro ...
      Io pure sono stanca e frustrata e arrabbiata con maestri che non vedono e genitori che non realizzano e un sistema che ha reso i bambini più fragili vittima dell'incapacità di noi adulti di ascoltarli e valorizzarli anziché medicalizzarli....tutto quello che stiamo facendo porterà a gravi danni secondo me nella società futura...o cambiamo qualcosa, e lo facciamo noi genitori e noi insegnanti ora e subito o ci scontreremo tra qualche anno con i risultati di quanto stiamo creando.
      Questa la mia opinione
      un caro saluto
      Silvia

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    5. Gentile Silvia, grazie per il suo interessantissimo e apprezzatissimo contributo. Persone come lei sono preziose in questa scuola priva di interessi puri verso il bambino e leggere queste parole mi dà ancora più forza per il progetto che sto portando avanti.
      Se è presente su Facebook la prego di cercarmi, mi farebbe molto piacere stringere amicizia con una persona come lei e con la quale scambiare opinioni anche in ambito professionale. Grazie ancora

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    6. Pienamente d'accordo.una delle mie più grandi paure e'che gli insegnanti mi dicano che mio figlio è iperattivo, essendo lui molto vivace ed estroverso, che cerchino di reprimere la sua indole invece di estrarre al meglio la sua energia ed incanalarla in attività positive...per fortuna non è successo e ringrazio le sue maestre di non essere persone, e purtroppo ce ne sono, che guardano i bambini con occhio clinico cercando di correggere qualsiasi comportamento che non rientri nei loro canoni di.."normalità".ricordiamoci sempre che sono appunto bambini, e che si stanno confrontando con un mondo sempre più superficiale con sempre meno valori e stupidi modelli. Chi è il normale al giorno d'oggi? Cosa vuol dire, come è una persona "normale"? Grazie dottoressa che ci fa ancora riflettere su questo, e speriamo di non seguire l'esempio americano, che arriva a "risolvere il problema" dando farmaci ai bambini come fossero caramelle. .

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  8. io concordo in pieno con il pensiero della dottoressa, quello che ha scritto è veramente importante! un bellissimo consiglio che dovrebbero mettere in pratica tutti i genitori senza esclusione alcuna, al di la' di "eventuali problemi o ritardi" del bambino!!! vorrei fare notare che la dottoressa non fa di tutta l'erba un fascio, non ha mica scritto che tutti i bambini con problemi di apprendimento in realta' non ne hanno!!! bisognerebbe soltanto capire ed essere certi al mille per mille che il "problema sussista realmente" nel bambino prima di affidare il suo futuro nelle mani di "professionisti"!!

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    1. Grazie, ha colto pienamente il contenuto del mio articolo.

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    2. Anch'io ho capito cosa voleva dire la Dottoressa e sono d'accordo!

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  9. Oh brava! C'è veramente da chiederselo, al di là di tutto, se il modo in cui vengono comunicate le diagnosi - anche al bambino - e il trattamento che ne segue siano realmente a favore della salute del soggetto che si sta cercando di trattare implementandone il repertorio di abilità (cognitive, sociali ecc..) o se non lo inducano sottilmente, come suggeriva lei, a sentirsi sotto osservazione, diverso, da "curare" o qualunque cosa di questo tipo. Io sono un'aspie, un'educatrice aba e ho 30 anni, ai miei tempi non esistevano diagnosi. So che probabilmente se fossi una bambina ora, al giorno d'oggi, forse me ne avrebbero fatto una e francamente, mi son chiesta più volte, se questo mi avrebbe aiutata. Non dico la diagnosi in sè, ma il modo. Ho sempre avuto la percezione che molti bambini, come suggerisce lei, vengano fatti passare attraverso una serie di "cure" forse eccessive, o forse non tutte necessarie, e che molti sintomi della sindrome di cui sono caratterizzati, subiscano un'amplificazione notevole, di fronte a tutte queste "attenzioni". E questo credo alteri il quadro oggettivo. Loro sanno o sentono che la mamma o il papà li stanno portando a fare "terapia", come spesso sento dire ai genitori, che chiaramente a loro volta sono intenzionati solo a fare il bene del proprio figlio, e che seguono le indicazioni che i medici e i vari specialisti danno loro in questo senso. Lo sanno o lo sentono con le proprie orecchie, non è che sono macchine da portare dal meccanico. E pur non conoscendolo ancora a fondo credo che il sistema educativo e d'intervento che circonda tali situazioni, non sia sempre ottimale, che sia anzi schematico e pretenzioso, proprio perchè forse non c'è tutta questa attenzione alla psicologia del bambino. Lo si circonda di specialisti vari, come fossero meccanici venuti a riparare qualcosa che si è rotto e ci si aspetta che poi la macchina funzioni, per il semplice fatto che si sono fatti gli esercizi. Ma non sempre è così. In realtà questa dimensione d'intervento secondo me, dovrebbe essere, almeno nella percezione del bambino, molto più "sfumata" rispetto a quella che è, nel senso che l'intervento dovrebbe mischiarsi al processo educativo quotidiano, senza staccarsi più di tanto da esso (è più o meno quello che ci hanno insegnato al corso per aba). Così da non fargli percepire di avere bisogni educativi speciali in maniera tanto netta. Non è un motorino, è un bambino e ha la sua dimensione psicologica. Se io e la realtà sociale che ti circonda ti facciamo percepire - anche in buona fede - che devi essere curato, ecco che tu forse comincerai ad assecondare questo ruolo anche più di quello che faresti se non te lo dicessero, perciò per me, la prima cosa da fare se si vogliono ottenere risultati, è eliminare dalla percezione del bambino il pensiero di essere trattato in maniera diversa, o di essere messo in terapia o sotto cura. Un modo sarebbe fare sì che le insegnanti inculcassero ai bambini fin dall'inizio questa formula "ognuno di noi, è diverso dagli altri e ha bisogni educativi soggettivi e diversi da quelli degli altri, perciò ognuno di noi dovrà lavorare su un aspetto diverso, perchè se io ho potenzialità in un campo posso essere più carente nell'altro, mentre per il mio compagno di banco sarà diverso ancora" così da farli abituare al pensiero di dover lavorare su varie cose, e accettare che l'educazione possa essere un attimo diversificata, senza far sentire nessuno meno degli altri. Poi il discorso da fare sarebbe più lungo di così ma mi fermo qua, e le rinnovo i complimenti per l'articolo

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    1. Grazie per gli spunti interessantissimi che ha dato, sono pienamente d'accordo con lei.

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    2. Molto interessante la sua osservazione!!!

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  10. sicuramente lei e tutti quelli che concordano con lei non hanno un figlio con DSA.... non avete la minima idea di cosa voglia dire ed è troppo facile parlare cosi.... una curiosità, si è laureta al cepu "dottoressa"?

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    1. CONCORDO....LEI SMINUISCE IL LAVORO DI ALTRI PROFESSIONISTI.

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    2. Definire "professionisti" prego.
      Psichiatri? Psicologi? Questi non sono professionisti, sono persone che etichettano i bambini con malattie inventate di sana pianta! Ed in più li imbottiscono di psicofarmaci che spesso non sono neanche approvati per i bambini.
      Ergo, sono dei Criminali, che devono (e sempre più spesso fortunatamente sono) essere denunciati alle autorità competenti e resi inabili a creare danni.
      Sono d'accordo con l'articolo della professoressa. Complimenti e continui così. Sappia che ci sono tante persone che la pensano come lei.

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    3. non mi sembra che ai dsa siano dati farmaci, non c'è alcun farmaco che curi la dislessia. mia figlia ho dovuto portarla all'asl di competenza perchè a scuola, all'arrivo nelle medie, ha cominciato a prendere voti che non arrivavano nemmeno all'insufficienza minima mentre le maestre delle elementari avevano sempre sostenuto che non avesse alcun problema cognitivo. una volta diagnosticato il suo disturbo non ho scomodato ne logopediste ne psicologi ne altri specialisti come sostiene lei ingenerando il busness, e l'ho solo utilizzata per far si che a scuola la sostenessero nella sua autostima e sostenessero le sue difficoltà. se ci fosse una scuola più vicina ai ragazzi non ci sarebbe bisogno di diagnosi ma non per questo si deve negare l'esistenza di questi disturbi che davvero minano lo spirito dei nostri figli.

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    4. Mio figlio dopo i test...che hanno confutato la sua palese dislessia... mi ha esclamato:"Mamma perchè non me lo hai detto prima!!!". Si è sentito sollevato perchè dentro di sè cominciava a sentirsi stupido per tutta quella fatica che faceva rispetto agli altri. Ora usa gli strumenti compensativi e i metodi di studi adeguati...ed è uno dei più bravi della classe. ( al pari di ogni interrogazione e verifica).

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  11. Gentilissima Sig.ra Cristofari,
    mi scusi se non uso l'eticchetta di "Dottoressa o Docente" che lei tanto disprezza ma che poi usa a dismisura, mi scusi se non mi metto qui a lodare il suo articolo o a provare quanto meno a difenderla, mi scusi se intervengo in questa discussione senza arte ne parte, non avendo figli e non essendo medico.
    Il mio intervento nasce da una riflessione... lei critica tutto e tutti, a partire dall'istituzione che l'ha formata (si legge nella sua presentazione) tanto da rinunciare alla laurea, critica i docenti, gli studiosi, i laureati e i ricercatori... che dire... menomale che c'è lei! che nella sua carriera è saltata da un argomento ad un altro.. che ha avuto probabilmente le possibilità economiche che gente seria e di gran cultura magari non ha avuto.. sa qual'è il vero problema dell'istruzione? cara la mia dottoressa... che c'è gente come lei che con una laurea in scienze della formazione si permette di parlare di DSA e di criticare chi ha studiato per questo... Le lascio un consiglio Docente, provi a mettersi in graduatoria e provi ad insegnare alle primarie in maniera modesta e sincera e magari provi a riprendere un libro in mano.. cordialmente

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    1. Concordo, questo articolo è aggressivo, distruttivo e non risolutivo, sono spunti di riflessione per una massa di complottisti per la quale, al mondo, c'è sempre l'uomo nero, nascosto ogni dove. Questo articolo sembra voler sottolineare quasi un -narcisismo manipolatorio- incentrato più sulla propria e personale idea che su un -piano di realtà- che miri davvero ad una risoluzione, narcisismo utile per sollevare le masse poco informate. Niente di più dannoso e pericoloso. Lo si nota anche nelle risposte della dottoressa: tende a premiare le risposte che assecondano il suo punto di vista, perdendo nuovamente lo scopo dell'argomentazione (cioè pensare alla risoluzione rispetto alle problematiche dell'argomento) mentre si dilunga in spiegazioni "difensive" per rispondere a chi non asseconda le sue idee. Davvero poco professionale e ribadisco, narcisista. L'uomo nero non è fuori di noi ma dentro. Ciò che vediamo quando urliamo le nostre opinioni, senza reali scopi risolutivi, è semplicemente lo sfogo di un nostro malessere interiore e l'esterno è lo specchio del nostro stesso sentire, chiunque condivida lo stesso specchio vedrà le stesse immagini ma non andrà mai oltre lo specchio.

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    2. grandissima risposta!

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    3. persona arrogante, presuntuosa ed ignorante, si vede che non conosce il lavoro dei logopedisti, non è mai entrata in un centro di riabilitazione e non ha mai conosciuto un bambino prima e dopo la terapia. penso anche sia una persona molto "complessata", perchè solo chi soffre (intimamente) di senso di inferioriorità si accanisce in questo modo barbaro verso professionisti che non può eguagliare. una volta giu alunni che no riuscivano bene a scuola erano considerati tonti o poltroni, x fortuna si è capito che non era colpa loro e si è scoperto che ci sono tanti e diversi problemi che nessun bambino, x quanto intelligente e diligente può superare senza la terapia adeguata, benvenuta dunque la scoperta di questi problemi, e soprattutto la terapia x eliminarli. le assicuro, inoltre che i pazienti in terapia non si sentono affatto DIVERSI nè MALATI, sono sereni e penso siano in grado di "dare dei punti", come suol dirsi, a lei ed a tutte le persone che la pensano come lei

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    4. Gentile logopedista anonimo, vedo con dispiacere che lei non ha capito il senso dell'articolo e come spesso accade si arriva all'insulto. Mi spiace anche che si senta parte di quei professionisti incompetenti che dichiarano malati bambini che non lo sono. Per quanto riguarda come si sentono i pazienti, la invito a leggere le tante testimonianze che trova sotto questo post.

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  12. Quest' articolo generalizza, pertanto non può essere corretto. Quest' articolo è uno sfogo, non un aiuto, non un consiglio e non una valutazione seria.E come già qualcuno ha commentato può essere pericoloso, una pedagogista docente dovrebbe rendersene conto ed astenersi dallo scrivere su argomenti tanto delicati in tali toni. C'è chi ha problemi. Chi da certe figure professionali ha avuto sostegno. Come si potrebbe sentire chi è protagonista degli "esercizi alienanti". Ma per favore, un minimo di professionalità da chi iniziano un articolo precisando la sua professione!

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    1. A me l articolo è piaciuto, ma il fatto è, chi è la dottoressa Tiziana Cristofari? Non c è traccia di lei sul web ne Dell associazione di.sco. oltretutto no specifica dove ha frequentato le varie università e corsi...mmmmh

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    2. Gentile Siu, mi spiace che non abbia trovato nulla di me, perché basta digitare il mio nome e cognome e esce di tutto e di più su di me, qui nel web. Ma bastava semplicemente leggere i dettagli di questo blog e avrebbe trovato tutte le risposte che cerca. Comunque, per sapere qualcosa di me, le lascio qualche link:
      www.pedagogista.info
      www.figlimeravigliosi.it
      http://www.e-publicacoes.uerj.br/index.php/revistaitalianouerj/article/view/14178/10743
      http://www.spreaker.com/user/4964686/tiziana-cristofari-pedagogista
      https://www.facebook.com/pages/Consulenza-Pedagogica-Roma/545941308832381
      http://www.europaedizioni.it/1/ore_di_straordinaria_follia_tiziana_cristofari_9222079.html
      Cordiali saluti

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    3. dimenticavo... l'Associazione Di.Sco. la trova a questo link: http://www.associazionedisco.it/

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  13. Io sono dalla parte dei bambini, che invece mi sembra vengano repentinamente ignorati nei loro bisogni e nella loro specificità. Certo che è uno sfogo! Uno sfogo che dichiara quanto tutti, sulla pelle dei bambini, scaricano le loro frustrazioni e incompetenze.
    L'articolo comincia specificando la mia professione proprio perché l'esperienza mi ha portato a comprendere come i bambini vivono certe dinamiche. La scientificità sta nella teoria e prassi che applico come pedagogista e nei risultati che si acquisiscono e si dimostrano con l'esperienza vissuta sul campo.
    Io non ho paura a dire chi sono, ma vedo che chi mi contesta si nasconde nell'anonimato.

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    1. Ma lei si rende conto di quello che scrive !?!?!? Io sono una mamma di un bambino con un ritardo specifico del linguaggio a fondo disprassia verbale è se mio figlio non facesse quelle terapie che lei tanto condanna sarebbe nella confusione più completa ....io mi sono messa in discussione come genitore mi sono documenta o ascoltato imparato a gestire e a gestirlo ....ho imparato a conoscere i limiti e i tempi di mio figlio ......rispetto i suoi tempi i suoi gg al top e quelli no ......ma tutto questo è stato possibile grazie alle terapie e alla costanza .....e la fatica ....mio figlio ha 6 anni è in terapia da quando ne ha due ed è un guerriero sa' delle sue difficoltà e combatte tutti i giorni a casa quando fa sport ...e io combatto al sui fianco ......grazie Francesca

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    2. Oltretutto la dottoressa ignora completamente che in moltissimi plessi scolastici, vengono affiancate figure specifiche per l'individuazione di disturbi dell'apprendimenti, dislessia ecc. Si tratta di insegnanti con competenze complete (ex logopediste, come mia madre) o che hanno una formazione specializzata. Quindi generalizzare dicendo che le insegnanti danno opinioni cliniche senza averne le competenze mi pare più che mai ridicolo, per non parlare dell'incompletezza dell'articolo, generico e superficiale.

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    3. Dott.ssa Cristofari, ha tutto il mio appoggio. Ho un figlio e lavoro con i bambini (sono assistente didattico-educativo per bambini ipoacusici e musicoterapeuta). Noto le stesse cose che nota lei: un continuo scarica barile sulla pelle dei più piccoli, e aggiungo che non a caso vengono chiamati "minori". Il mondo è adultocentrico, tristemente, ma noi non ci arrendiamo.

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    4. No, Vittoria, non ci arrendiamo! E me lo dimostra lei che con coscienza lavora nelle istituzioni avendo compreso e soprattutto visto cosa c'è nei confronti dei più piccoli oltre i sorrisi ipocriti degli adulti e di tanti che si definiscono specialisti. Forse la signora Mary è fortunata se nella scuola che frequenta ci sono "tutte queste figure specifiche" di cui parla, perché nelle scuole che ho frequentato io molto spesso ci sono solo molte insegnanti impreparate. Ma come dice lei Vittoria, non ci arrendiamo!

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    5. Meno male che qualcuno ha buon senso ! Quanti ragazzi sono stati definiti problematici ,o peggio, dagli insegnanti al primo incontro con i genitori! Quella generazione di ragazzi , che sono genitori oggi ,forse non incasserebbe in silenzio quello che ci siamo sentiti dire noi
      20 gennaio alle ore 13.03 · Modificato · Non mi piace più · 2

      IQuale rappresentante di classe per diversi anni ,ne ho sentite di tutti i generi,ma la soluzione di un problema mai! lL' ultima volta ho rinunciato,era un impegno inutile !
      20 gennaio alle ore 21.19 · Modificato · Mi piace

      Iva Vitali Mamme non ci si nasce, insegnanti ci si diventa per professione.Se ti fanno trascinare tuo figlio da uno specialista all' altro...poi i disturbi scompaiono quando cambia l'insegnante, qualche domanda sulla scuola te la fai!
      5 h · Mi piace

      Iva Vitali Le mamme non vanno mai bene : se sono attente e seguono i figli sono IPERPROTETTIVE, se lavorano molto TRASCURANO i figli, se sono povere vivono in ambiente DEGRADATO, se sono ricche VIZIANO i figli .
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      LA MAMMA GIUSTA è QUELLA DEL FIGLIO SUPERDOTATO , CHE IMPARA TUTTO DA SOLO E POTREBBE ANCHE RIMANERE A CASA
      5 h · Mi piace

      Iva Vitali Per non parlare poi di scuole che cadono a pezzi, e dove c'è un computer non c'è chi insegna ad usarlo, dove c'è la palestra non c'è l'insegnante di educazione fisica e viceversa
      3 h · Modificato · Mi piace

      Iva Vitali La mia deve essere stata una situazione particolarmente travagliata ... non avevo capito il sistema per trovare la sezione giusta..quella con tutti gli insegnanti equilibrati ecc...ma sentire sempre gli stessi commenti ...anche dopo 7 anni ...frasi fatte..... quella del figlio unico ....no.....allora è la gelosia del secondo...
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      Iva Vitali Vorrei precisare che ho conosciuto anche qualche buon insegnante

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  14. Mi chiamo Sara clamer nardelli . Sono sulle pagine bianche. Numero di telefono e indirizzo. Ah...sono anche su facebook. Sul commento precedente ho scelto l' opzione "anonimo" semplicemente perché più rapido al momento di pubblicare. E anche perché non so in che modo il mio nome possa influire, ancor più interessare. Ritengo che probabilmente molti abbiano fatto altrettanto per il medesimo motivo. Non certo per paura... paura di che?
    Detto questo:
    Non credo affatto che i bambini vengano ignorati nei loro bisogni e nella loro specificità da quei genitori che riscontrando nei propri figli delle difficoltà si rivolgono a chi quelle difficoltà le conosce e le studia per avere un consiglio sulla strada da seguire per dare al proprio ragazzo la possibilità di vivere al meglio nella scuola e con i propri coetanei. In alcuni casi si fa da scarica barile? Può essere, ma tante volte no. Mi ripeto, il suo è uno sfogo, lei mi dice che va bene. Io trovo che non va bene, non reso publlico così, non leggibile su facebook da genitori che sulle cose che lei denigra contano per un aiuto. Prima di rendere pubblico uno sfogo del genere forse bisogna riflettere. Anche perché , per esperienza diretta e non, posso assicurarle che ha scritto cose davvero scorrette. Ci saranno alcuni casi come quelli chee lei ha riportato, forse. Ma non così tanti come vuol far credere e non certo tutti. E se è dalla parte dei bambini rifletta su quello che può pensare un ragazzo che si trova a leggere il suo articolo, che magari ha 14 anni, che magari è seguito da un logopedista. Cosa può pensare del suo percorso, degli specialisti nei quali ha riposto fiducia. Nei suoi genitori. Anche questo lo dico per esperienza. Facebook viaggia alla grande fra i ragazzi. Il suo articolo, di nuovo mi ripeto, puo essere pericoloso.

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  15. Mi chiamo Tiziano Pellegris anche io come la signora che mi precede non ho nessuna paura a metter il mio nome.
    concordo pienamente sempre con la signora Sara nel dire che lei ha scritto proprio delle scorrettezze denigrando il lavoro di specialisti che col loro lavoro aiutano i nostri figli. ma come si permette? E' colpa di noi genitori? Ma consce i problemi dei DSA? Nonostante la sua descrizione nel "chi sono" a dir poco auto celebrativa in modo spudorato e presuntuoso, chi è lei per dire queste cose? ma hai lavorato con un bambino DSA? E' lei cara "dottoressa"con le cavolate che dice a far dei gran danni.

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  16. Quando intendevo anonimi, non mi riferivo ai vostri nomi, che peraltro non mi dicono nulla, mi riferivo alla vostra competenza per contrastare ciò che affermo. Ma mi rendo conto delle difficoltà di ampliare i propri orizzonti su prospettive che vanno oltre la norma, che non è la normalità, ma solo una statistica di maggioranza.

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  17. Leggendo si capisce bene che il Suo articolo è uno sfogo...e chi sa leggere tra le righe e non soffermarsi alle singole parole riesce a coglierne il significato. Vorrei apportare il contributo della mia esperienza personale che riguarda mio fratello minore: da piccolo parlava male, aveva problemi di apprendimento (a quanto pare). I miei genitori l'hanno fatto seguire da un logopedista per anni (a mia opinione con scarsi risultati), gli hanno cambiato scuola e con il passare degli anni è migliorato diventando un bambino "normale", ma per i miei è rimasto anche oggi un ragazzo con difficoltà di apprendimento. Non hanno mai saputo far crescere la sua autostima ritenendolo "non un genio". Credo che se invece della logopedista e della scuola nuova, avessero fatto piu' attenzione ai problemi del proprio figlio, meno uso della Tv come baby-sitter e l'avessero stimolato adeguatamente, mio fratello avrebbe avuto molti meno problemi. Chi ha orecchie per intendere intenda.

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    1. Storie come la sua me ne capitano tantissime e amando il mio lavoro, ma soprattutto comprendendo la sofferenza di questi bambini, non posso che esserne indignata. Spero che il mio articolo possa essere utile a chi ha voglia di mettersi in discussione, ma soprattutto a chi ha voglia di guardare, ascoltare e comprendere il proprio figlio.

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    2. È ovvio che un articolo che parla di bambini problematici senza entrare in casi specifici può risultare fortemente criticabile. L'unica considerazione che mi viene è che sarebbe bene che tutti i genitori, in un'epoca sempre più frenetica, spesso si fermassero a fare qualche riflessione profonda sul tipo di rapporto che hanno con i propri figli. La dottoressa a mio avviso ha dato degli interessanti spunti su questo.

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    3. Si chiama libera interpretazione. Se vi siete accaniti così a rispondere, a mio avviso anche in modo esagerato a volte, forse perché vi sentite un po' insicuri. Io so di commettere molti errori nel crescere mio figlio, ahimè, leggo un articolo, lo condivido o meno, ma certo non metto o attacco una persona che forse, studi a parte, a mente lucida e non influenzata arriva dove noi 'offuscati ' dall' amore x i nostri figli, (che qqui nessuno nega) non riusciamo a vedere tutto.. Grazie per la lettura dott.ssa.

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    4. Grazie a lei per la sensibilità nei miei confronti e per la capacità di vedere oltre le righe. I suoi figli sono tra i bambini fortunati.

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    5. Alessandra Favaretto, psicologa.
      Concordo con Lei dr.ssa che alcune diagnosi sono fatte con troppa leggerezza e concordo con molti commenti che ci sono diversi casi di bambini/ragazzi con difficoltà che possono trarre giovamento da un percorso terapeutico.
      Quindi in sostanza niente di nuovo, rilevante o innovativo. Solo un suo sfogo.
      Ma vorrei capire, Lei che dice di essere "dalla parte dei bambini", come si permette di giudicare tra figli fortunati e non fortunati? Ma sta scherzando?
      Questa è l'unica cosa rilevante di tutto questo scrivere e che peraltro dice molto di Lei, il fatto che si senta libera di elevarsi al ruolo di giudice supremo e decidere chi ha figli fortunati e chi no (a seconda che lascino commenti positivi o negativi al suo articolo), insomma, il suo personale delirio di onnipotenza.
      Cordialmente.

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    6. Gentile dott.ssa Favaretto, è fondamentale non negare che esistano figli fortunati e meno fortunati, è un grande atto di realismo, nessuno ha giudicato nessuno, ma la realtà va guardata in faccia. Perché se nella mia classe ci sono bambini figli di gente benestante che ha continuamente stimoli culturali legati ai viaggi, alle mostre, al cinema, ai teatri, agli oggetti che esistono in casa, le posso garantire che il più delle volte hanno anche buoni risultati a scuola perché c'è un'insegnante a loro disposizione, pronto a sanare ogni carenza. E dall'altra parte se ho bambini figli di gente povera (e ce ne sono tanti! glielo garantisco) , che non hanno stimoli di nessuna natura e che l'unico posto che conoscono è la strada, le posso garantire che per loro, la scuola, è un vero tormento. Se io pensassi a loro come bambini uguali, commetterei un abuso della mia professione elevandomi, come lei sostiene a giudice. Invece per me i bambini vanno guardati nella loro specificità: è l'unico modo per permettergli di andare avanti negli studi, in maniera serena, consapevole da dove partono e dove possono arrivare, coltivando in tal modo la loro autostima. Cordialmente

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    7. Da insegnante questa risposta vale mille articoli.Tutti i mezzi tecnologici che si hanno a disposizione oggi ci fanno credere che siamo tutti allo stesso livello,sociale ,culturale ,affettivo.Non è cosí,partire da questo presupposto è vitale per un insegnamentoe un apprendimento positivi.
      Concordo con lei dottoressa.
      Cordiali saluti
      Caterina Bravi

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  18. La dottoressa ha dato degli interessanti spunti. E anche qualche bella sentenza. Anche molti commenti danno dehli interessanti spunti, e sentenze ancor migliori. La dottoressa è nella norma, cioè nella maggioranza. In generale... che vergogna! Che luoghi comuni! Che vuoto e che tristezza. Tutto. Articolo e commenti. E risposte ai commenti. E che presunzione...

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  19. "Dottoressa" ma guardi che lei non è sopra la norma! si rilassi, non è sopra la norma per la tesi di laurea e non è sopra la norma nel commento che ha lasciato! semmai a mio modesto parere, ma io non sono nessuno, è "sotto la norma" ed è per questo che certi sfoghi, seppur leggittimi nella sua prospettiva, sarebbe meglio farli al bar ad un amico fidato! concludo rispondendo all'ultimo commento.. questa non è presunzione, almeno nei commenti, piuttosto è voler abbattere la presunzione di chi, purtroppo come molti delle giovani generazioni, si sentono competenti oltre misura e cosa ancor peggiore si attribuiscono titoli e competenze che non hanno! Come si fa a giocare con la vita dei bambini? come si fa a scrivere su internet e rendere pubblico un articolo così imbarazzante, così sbagliato, così piccolo... in ogni sua forma.. come si fa a non pensare che qualche ragazzo potrebbe leggerlo e sentirsi in difetto nel percorso che sta compiendo, nel rapporto con i propri genitori, negli esercizi dal logopedista etc..
    Per quanto mi riguarda, ma io repeto, non sono nessuno, contrastare questo articolo è la cosa più giusta che si possa fare!

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    1. Con quello che generalmente sentono a scuola.. ...potrei fare un libro con quello che raccontano i bambini, basta saperli ascoltare.....e ti verrebbe la voglia di tenerli a casa

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  20. Buonasera, non entro nel merito della discussione per ignoranza, le volevo chiedere per favore di rimuovere quella frase erronea su Einstein, che ripropone una falsa credenza. Grazie

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    1. Marco, rispetto all'intero discorso della dott.ssa Cristofari, la questione dei voti di Einstein mi ricorda un po' l'antico caso del dito e della luna; tuttavia ho voglia di precisare che la pagella che hai indicato riguarda gli anni della sua adolescenza (1896). I cosiddetti problemi scolastici dello scienziato risalirebbero, invece, al periodo della prima fanciullezza (scuole elementari). Sarebbero vere, quindi, entrambe le informazioni. Bell'esempio. Utile per cercare di abbandonare questo pervasivo pensiero binario che divide tutto in due sole categorie: giusto/sbagliato.

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    2. Grazie per la sua precisazione e per l'ottima lezione di vita. Saper guardare lo stesso argomento da più punti di vista senza peraltro dover trovare necessariamente il giusto o lo sbagliato è una lezione che mi fa immensamente piacere e che condivido soddisfatta di avere lettori di così alto profilo ideologico. Grazie ancora.

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    3. Buonasera, secondo me la questione del dito e della luna è fuori luogo. Il cuore dell'insegnamento sta nella relazione con le persone, nella relazione tra docenti e alunni. Si tratta di un rapporto di ascolto reciproco e di continua valutazione di un processo. Io sono stato molto fortunato perchè ho avuto diversi insegnanti che mi hanno aiutato a sviluppare un senso critico indipendente dalle autorità. Ritengo che riportare fatti senza una dovuta documentazione sia un fatto grave, e ancor più grave è il non voler dialogare partendo dai fatti. Purtroppo è un atteggiamento che trovo spesso nella comunità non scientifica. L'essere docente non rende una persona immune dall'errore, e trovo che il calcificarsi sulla propria posizione chiudendo il dialogo esprima una inopportuna chiusura mentale.

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  21. Grazie Tiziana per i concetti che hai espresso e che condivido pienamente. Trovo curiosa l'aggressività con cui vengono scritti alcuni commenti. Credo che i bambini di oggi abbiano perso parte della possibilità di essere bambini.. TV console e chi più ne ha più ne metta a discapito dei bei pomeriggi al parco e in giro con la bici. Escono da ambienti come l'asilo dove si gioca e col primo giorno delle elementari devono stare seduti 5ore concentrati su ciò che spiega la maestra.. Una cosa del genere mi pare una pazzia. I bambini hanno bisogno di tempo, di essere compresi, di adulti che riconoscano le loro potenzialità e li aiutino a svilupparle. Cosa che vedo funziona al contrario visto che viengono represse. Una classe di robot è più facile da gestire certo ;) ma sono bambini.. Anch'io molte volte sbaglio con mio figlio. credo che la comunicazione sia fondamentale per capire i sentimenti e gli stati d'animo. Hanno un enorme bisogno di comprensione, di conoscersi come individui e non come "classe". Ognuno di loro è unico.. Questo non toglie ovviamente che ci sono casi particolari in cui i bambini vanno seguiti in maniera specifica ma è un dato di fatto che troppo spesso le cose vengono confuse. Apprezzo molto le persone come lei dottoressa.
    Giulia

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    1. Grazie Giulia per aver compreso nel giusto modo le mie parole. È proprio così, ogni bambino richiede i suoi tempi di apprendimento, senza dover saltare subito alle conclusioni di una qualche difficoltà. Purtroppo viviamo in una società che omologa e che ci fa o tutti sani in una certa norma, oppure tutti malati escludendo così ogni specificità e individualità. Mi fa piacere che ci sono persone che sanno guardare oltre lo standard, è l'unico modo per rendere giustizia ai nostri bambini.

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  22. La prima mancanza di rispetto nei confronti dei nostri figli è quel disincantato consiglio di Mediaset relativo al pin per impedire di vedere certi programmi. Credo che certi spettacoli necessiterebbero di un pin per vederli, non di uno per disattivarli. Nessuno dice nulla. Questo è solo un esempio.

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  23. Ma cos'è sono tutti dei geni qui per criticare una persona che studia e lavora nel campo come la dott.tiziana....poi ci chiediamo perche i bambini o ragazzi di oggi hanno problemi ...comportamentali....assurdo....mah!!!

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  24. Sono assistente sociale e tutti i giorni vedo il ripetersi delle etichettatura gratuite cui i bambini vengono sottoposti.Il sistema scuola fa acqua da tutte le parti, le insegnanti non sono preparate e hanno troppi bambini da seguite, i bambini segnalati aumentano.Dott.ssa ha colto nel segno ripartiamo dai rapporti umani non da presunte malattie! Ricordiamo i nostri pensieri diventano cose....

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    1. Sì, bravissima! Ripartiamo dai rapporti umani!

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    2. Gentile dott.Cristofari,sono completamente d accordo con lei; se mi fossi fermata alle presute "diagnosi"...oggi mio figlio sarebbe dislessico ma soprattutto un bambino infelice e depresso! Tutte le etichettature attribuitegli si sono rivelate infondate. A mio figlio sono state fatte diagnosi di iperattività con disturbo dell'attenzione,di disgrafia e di dislessia...,la mia "fortuna" è stata quella che la maestra ha anticipato tutto il percorso dei presunti disturbi(nei primi mesi della prima elementare)..questo si è rivelato un bene perchè ho avuto tempo di capire e di agire prima che la situazione precipitasse ulteriormente ;ho rivisto i rapporti di comunicazione con lui,gli ho somministrato dosi di autostima e fiducia, abbiamo lavorato insieme affrontando le materie con un pizzico di allegria , gli ho fatto cambiare scuola e ho chiuso con tutti i vari terapisti e neuropsichiatri. Il risultato è stato stupefacente! Ovvio che mio figlio ha dovuto lavorare il doppio per recuperare le lacune ma per fortuna nostra ha trovato un insegnante eccellente che gli ha ridato la serenità! Avendo vissuto appieno tutte le difficoltà ,le frustrazioni, le incomprensioni,le ribbellioni,le tristezze ,i fallimenti ecc. che il problema delle difficoltà dell'apprendimento ci ha portato,comprendo bene che chi non è riuscito ad evitare questo vortice sia contrariato con quello che lei ha scritto ,perchè comunque ti trovi a dover vivere le sofferenze di un figlio. Comunque credo fermamente che non bisogna cercare il problema nel bambino ma bisogna fare un'attenta analisi e valutazione degli ostacoli esterni ,familiari e scolastici che possono creare un ambiente sfavorevole per un apprendimento sereno e capire chi o cosa influisce negativamente sul libero sviluppo del bambino che spesso assume anche un comportamento difficile proprio per le incomprensioni che lo circondano.

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    3. Grazie per la sua bellissima testimonianza. Ci vorrebbero molte più mamme come lei.

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  25. Buongiorno, ho letto articolo e commenti con attenzione; ho un bambino di 8 anni che presenta tutti gli stati d'animo descritti dalla Sig.ra Tiziana, ma non ha alcun problema cognitivo (ne ho la certezza di "madre" non certo di medico; il suo rendimento è buono e quando svolge i suoi compiti serenamente è veloce e corretto...)
    Il senso dell'artico è chiaro: c'è una tale impreparazione sia delle insegnanti che dei medici, figuriamoci da parte dei genitori! Sono sicura che il periodo fortemente negativo che sta attraversando mio figlio sia principalmente da imputare a me e mio marito, in particolare i problemi legati all'autostima. Cerchi di dare tutto a tuo figlio ma le cose più importanti non si possono comprare. ..
    Lo sfogo della Sig.ra Tiziana doveva essere preso come tale senza nulla togliere a chi fa il proprio lavoro con serietà e con la volontà comune di far crescere serenamente i bambini. ...A chi scrive che l'articolo è pericoloso perché è leggibile dai bambini su internet consiglierei di fare in modo che i bambini non possano accedervi se non in presenza di un adulto, che non si iscrivano a FB se non dopo l'età consentita, ma soprattutto un bambino che ha accesso ad internet difficilmente andrà a cercare notizie circa le difficoltà d'apprendimento...

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    1. Grazie per le belle parole. Una madre attenta è colei che cerca sempre di migliorarsi senza peraltro sentirsi minacciata. Nella vita si fanno tanti sbagli, li faccio anche io, ma quello più grosso è non mettersi mai in discussione. Come spesso dico alle mamme come lei: suo figlio è uno dei pochi bambini veramente fortunati!

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    2. Grazie per l'interessante articolo

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  26. Davvero un bellissimo articolo che fa riflettere molto sul ruolo del genitore…
    Sara
    www.momeme.it

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  27. Un articolo direi molto interesante.Sono mamma di due bellissimi figli di qui sono molto orgoliosa.Non voglio fare nessun comento ne pro ne contro , vorrei solamente racontare un piccolo episodio: eravamo un fine settimana in compania degli amici , tra cui una famiglia con una bimba di 6 ani, molto chic e fashion a nivello di abbigliamento ma che non scapava ocasione di far' piangere la mia piccola di 3.Suoi genitori molto indaffarati a svillupare pubbliche relazioni ( vengo informata che per loro è normalità tutta quella confusione ,gente per casa, complimenti troppi ai figlii,mai un momento di pace in famiglia singola).Poi vengo informata della mamma che la figlia in prima elementare a problemi di studio , non va d' accordo con la maestra, quindi cambia scuola.Il tempo trascorso insieme , senza che io sia un psicologo o altro (solo una semplice mamma), o avuto ocasione di vedere quanto era agitata questa bambina, non che stia male , GLI MANCAVA LA SUA MAMMA E PAPÀ.Come presenza ! Per concludere, il bambino non chiede di avere un Suv, di andare chi sa dive in vacanza, di essere vestito secondo l'ultima moda.Mio marito e operaio e anche io, ma sono sempre stata contenta di averlo molto presente e coinvolto nel educazione e semplicemente nei giochi dei nostri figli.Conclusione: la dot.ssa a toccato un punto molto sensibile dei genitori ,IL TEMPO.Non che non devono esistere piu amici, ambizioni , lavovo.Pero mettendo al mondo un figlio cambiano le priorità.E molto semplice.Non trovo una critica l'articolo, solamente un altro punto di vista e va vistp come tale, sopratutto nei tempi in cui pocchi hanno il coraggio di dire come stanno veramente le cose, senza togliere nulla a nessun profesionista.grazie

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  28. Ma io mi domando dove trovate iltempo e la voglia di scannarvi continuamente tra di voi leggete e portate a casa. Senza lamentarvi. Questo e il GRANDE E UNICO PROBLEMA L UOMO VUOLE SOLO AVERE RAGIONE. cresciamo con amore e attenzione i nostri figli e loro sapranno crescere.

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  29. Carissima Tiziana, il suo articolo e' quanto di piu' centrato avrebbe potuto scrivere sull'argomento e lo condivido al 100%. Mi viene da sorridere leggendo l'astio e l'arroganza di coloro che la criticano e mi fa venire in mente altri esempi della storia dell'umanita' in cui quando qualcuno e' stato attaccato pesantemente da molti, significava che la persona attaccata era nel giusto. In questo caso, oltre ad una profonda ignoranza da parte di chi la critica, esiste un'enorme difficolta' ad ammettere la propria responsabilita' di genitori come causa delle difficolta' dei propri figli. Comunque capisco (pur non approvando) queste persone, perche' anch'io, nonostante sia perfettamente allineato con il suo pensiero, ancora oggi che mio figlio e' maggiorenne e dimostra grandi capacita' che mette in pratica nella vita di relazione con il prossimo, commetto ancora errori nel relazionarmi con lui.
    Capisco anche che il suo articolo va a colpire le persone nel pieno dei loro fallimenti e scuote la mole di dati falsi che sono stati disseminati sull'argomento, da presunti "professionisti", in primis psichiatri, i quali hanno riempito il DSM di un'accozzaglia di malattie e disturbi mentali totalmente inventati e senza nessuna base scientifica, al contrario di cio' che ha sostenuto qualche suo detrattore (che mi sembrava molto uno psichiatra).
    Le faccio quindi i miei piu' sinceri complimenti e un augurio di buon lavoro.

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    1. Grazie per le belle parole! Penso che un genitore non possa smettere mai di mettersi in discussione, come del resto non lo faccio io sia nei panni della docente, che nei panni della pedagogista. Suo figlio è tra gli uomini di questa vita molto fortunati!

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  30. Sicuramente non è la colpa delle logopediste, quando noi dislessici abbiamo la sensazione di essere "stupidi", anzi è grazie a loro che impariamo ad avere l'autostima di noi. Il problema, sono quei docenti che ignorano il fatto che alcuni bambini/adolescenti abbiamo questi disturbi e ci mettono davanti a tutta la classe a leggere un testo della quale abbiamo difficoltà a leggere.... in questo momento crediamo di essere "stupidi" quando il resto della classe ci deride!!!
    Ormai ho 23 anni e ho finito i miei studi, soffrivo sin da piccola di dislessia, e tutt'ora ho le mie difficoltà, sia nella lettura che scrittura; ma grazie al tempo e al apprendimento sono riuscita a migliorare.
    La dislessia non è una malattia dalla quale grazie a una terapia si guarisce, ma grazie a essa si impara a viverci assieme e a migliorare. È proprio questo il lavoro delle logopediste a insegnarci come affrontare le nostre difficoltà. Ho avuto la fortuna di avere dei genitori che mi seguivano e se malgrado portavo un 3 a casa (valutazione Svizzero 1-6) non mi facevano sentire stupida ma mi aiutavano a migliorare.
    Per quanto riguardano i psichiatri, non posso giudicare il loro lavoro essendo mai stata da loro, però personalmente io non sostengo il fatto di somministrare dei medicamenti a dei bambini pensando di migliorare la situazione. In questo caso credo che ci sono altri metodi "naturali" per sostenere. Però in fin dei conti tocca ai medici e soprattutto ai genitori a sapere cosa c'è da fare.
    Per quanto riguardo alle domande che un genitore si dovrebbe porsi, chiedendosi come il proprio figli si sente con queste "diagnosi"; non solo loro a doverseli porre, ma sarebbero a chiedere ai propri figli. Solo in quel caso si avrà la risposta corretta. Sicuramente alla fine si avranno delle risposte diverse.
    Io posso solo dire che non mi sentivo infelice o inferiore agli altri.... è vero mi sentivo in parte diversa ma non per questo significa qualcosa di negativo.
    Per far si che i bambini/adolescenti che soffrono di DSA stiano bene con se stessi (felicità, autostima ecc) ci vuole solo una buona comunicazione fra genitori, docenti, compagni di classe e gli altri professionisti (logopedisti ecc), in modo che essi non si devono vergognassi d'avere queste difficoltà.
    Io non mi vergognavo di dire che ero dislessica e di andare della logopedista, chi lo capiva bene, chi non lo capiva mi dispiaceva per loro!
    Con questo mio discorso non voglio affermare che quasi tutti i bambini soffrono di DSA, però non si dovrebbe neanche sottovalutare il lavoro di questi professionisti, come nel caso della logopedista, che non aiuta solo coloro che hanno la DSA, ma aiutano anche bambini normalissimi nei problemi linguistici; es. a pronunciare meglio la R moscia.

    Mi dispiace se mi sono un po' dilungata nel discorso!
    Saluti e buona giornata

    P.s mi scuso in anticipo se dovessero esserci degli errori grammaticali!

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    1. è palese che anonimo appartiene a quella specie che deve crearsi il lavoro come i 250000 avvocati italiani mentre a pari popolazione altre nazioni ne hanno solo 35000. la conseguenza è che per lavorare i conflitti li creano gli stessi avvocati non per niente lavorano di paripasso con ctu e ctp. non credo bisogna aggiungere altro.

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    2. Cara 23enne, è verissimo quello che dici e ti ringrazio molto per la tua testimonianza. La comunicazione è tutto e la mia lettera aveva proprio questa intenzione: quella di far comprendere ai genitori che essere più presenti può significare molto per i bambini.
      E non ce l’ho con i logopedisti, credimi! Sono sicura che svolgono un ottimo lavoro con chi ha reali problematiche. Ma sono indignata con chi di questa professione (come di tante altre) ne abusa. E ce ne sono più di quanti se ne possa immaginare.
      Grazie ancora per la tua bellissima lettera.

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    3. Commento dedicato a estruso1:
      Mi chiedo quanta differenza ci sia tra anonimo e il Suo "nome" estruso1.... Solo perché non ho messo un nome dovrei essere una di quelle persone definite da Lei nel commento di sopra!?! Che tra l'altro non si capisce neanche il senso di quel commento!
      Sona una ragazza di 23 anni che non vuole che il suo nome sia pubblico il quale trovo sia lecito, non per questo esiste l'impostazione di inserire anonimo.
      Ma la domanda che mi faccio è: come mai Lei ha risposto con questo commento sotto il mio?
      Poteva pure fare un commento a parte che sarebbe stato sicuramente meglio!
      Buona serata e carissimi saluti della anonimata!

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    4. Gentile Signora Cristoferi,
      La ringrazio per la sua risposta e sono contenta di vedere che ha colto bene il mio messaggio.
      Da quanto letto del suo articolo, purtroppo sembra che Lei abbia qualcosa contro le logopediste, per questo che io le ho sostenute! Forse sarà così, che lei non ce l'abbia su tutte le logopediste, però nel articolo l'ha un po' generalizzato. Sarà magari questo il motivo per cui tanti Le sono andati contro.
      Può darsi che certi professionisti ne approfittano di qualcosa che non esiste, ma non si deve sicuramente generalizzare. Oltretutto credo che ci sia differenza tra paese e paese, io cittadina Svizzera credo che qua questo sistema viene controllato di più! Quel che succede in Italia o in altri paese non ne ho idea, perciò non posso neanche giudicare se l'affermazione sia corretta o meno.
      Che tanti genitori non diano abbastanza importanza ai propri figli non si può negare, ma personalmente credo che proprio quei genitori che si accorgano delle difficoltà e se ne occupano a darli un adeguato sostegno non siano dei genitori i quali figli non siano importanti. Questo è il mio punto di vista, ovviamente ognuno ha la sua opinione giusta o sbagliata che sia!

      Le auguro ancora una bella serata

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  31. Ha ragione dottoressa, tutta colpa dei genitori! così come i DSA anche l'autismo, l'iperattività e i deficit cognitivi e ogni altro problema dei nostri bambini, con la connivenza degli psichiatri e degli insegnanti impreparati!
    Meno male che ci sono persone come Lei che ci aprono gli occhi!
    Grazie.

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  32. Grazie Dottoressa. Quello che lei dice lo riconosciamo tutti come una cosa giusta, solo che alcuni di noi adulti non accettiamo questa verità (soprattutto quelli che criticano le Sue parole e si appigliano sulle sciocchezze della pagella di Einstein). Ebbene, non accettiamo questa verità perchè ci è scomoda. È più facile portare il figlio dal medico che cercare di capirlo, di investire tempo e pazienza con lui, che cercare di dare un esempio positivo con la nostra condotta di vita. Siamo troppo presi dalle nostre cose, dai nostri arrivismi, per "perdere" tempo prezioso cercando di formare un figlio che sarà il nuovo uomo del domani. E così ci arrampichiamo sugli specchi della nostra ipocrisia, trovando la pagliuzza nel suo discorso, senza accorgerci che i nostri nascondono una trave. Mi sembra chiaro che il suo discorso non é contro i logopedisti o contro tutto quello staff medico che comunque è importante e che si rende a volte necessario; ma lei ci tiene a precisare che se stiamo in modo sano con.i nostri figli, ci saranno molte meno probabilità di ricorrere a degli aiuti medici per loro. Grazie Dottoressa, continui con coraggio e sincerità a studiare e ad aiutarci con la sua competenza a crescere figli sempre più liberi interiormente, amati nel modo giusto, di modo che saranno capaci di felicità e di essere costruttori della loro esistenza.

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    1. Grazie Salvo, le sue parole sono importanti, molto importanti. Sono più di un riconoscimento al mio lavoro perché parlano di ciò che spesso si ignora: come far crescere figli sani e felici. Trovo molto interessante il suo spunto: il tempo è qualcosa di molto prezioso su cui bisogna investire per i nostri figli, anche perché non si compra e non si può rubare. Il tempo si può solo donare, ma in pochi sono veramente disposti a farlo.

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  33. grazie per il coraggio, grazie per queste parole sagge, importanti. Oggi vogliamo Bambini "stampino", tutti uguali, tutti nella statistica, quando invece siamo diversi, con diversi tempi, diverse competenze etc.
    Sono una mamma che con suo figlio ha vissuto molto disagio nel periodo di scuola, perchè mio figlio era ribelle, annoiato, non rispettava regole etc. Quanti colloqui inutili con docenti che non erano veramente interessati a trovare una soluzione a cercare anche in modo creativo di risolvere il disagio che mio figlio aveva a scuola.

    Spero tanto che questo articolo non sia una cosa unica ma che sempre più persone la pensano in questo modo. Diamo ai Bambini quello di qui hanno bisogno. Tempo e Comprensione!

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  34. Non sarà una cosa isolata, mi creda. Basta leggere le tante risposte per accorgersi che c'è una popolazione di uomini e donne pronti a guardare veramente con interesse i propri figli o studenti. Ma come tutte le grandi rivoluzioni umane e sociali c'è bisogno di tempo. Noi intanto sappiamo che la vera realtà umana appartiene al singolo individuo ed è su di lui che puntiamo. Grazie per essere coloro che la pensano come noi!

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  35. Brava Dottoressa, bellissimo articolo, non ascolti quelli che la criticano come scrisse qualcuno "non ti curar di loro ma guarda e passa!"

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  36. Finalmente, parole vere autentiche , senza ipocrisia e senza paura della critica.
    Non mi dilungo sul "perchè" sono cosi importanti per me oggi..., le prendo , anzi le rubo e le utilizzo immediatamente...mi ha fatto proprio un bel regalo. Per tutti gli anonimi , critici e illustri docenti del tipo : "iononhounamiaideainmeritomasonobravoademolirequellealtrui"....., dico che il tempo è giudice ma è cosi poco che non vale la pena sprecarlo a confrontarsi con voi...., per me siete già finiti nello "spam" .
    Grazie Tiziana.
    Fabio.

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  37. bellissimo articolo,bambini meravigliosi,tanto amore per loro,tanto tempo perso a leggere commenti e chiacchiere da bar,discussioni stile porta a porta o uomini e donne....questi siamo gli adulti...

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  38. gentile dottoressa sono mamma di un bambino di 5 anni e da qualche settimana la maestra mi ha segnalato che il bambino é molto distratto non é attento alle indicazioni che impartisce alla classe e di conseguenza nn svolge correttamente il compito assegnato. dice che lo percepisce su una nuvola perso nel suo mondo fatto di giochi.... mi ha suggerito di andare dal pediatra e di dire che ha difficoltà di concentrazione e attenzione e che nn riesce a fare i collegamenti logici e cognitivi da lei richiesti.... e sentire cosa dice e cosa mi consiglia. tengo q precisare che sono incinta di 32 settimane e che ho avuto un piccolo problema e il dottor mi ha lasciato a casa in maternità anticipata già due mesi fa. il mio dubbio é : non é che tutti questi cambiamenti possono aver provocato una regressione ? forse é una richiesta di attenzione da parte del bimbo?? non so ho preso molta paura mi sento molto confusa e come dice lei vorrei prima chiedere aiuto x noi genitori e x vedere se il nostro ambiente familiare é adatto al nostro bimbo favorevole e rilassato....oppure se al contrario dobbiamo modificare il nostro approccio con il bimbo. in sostanza prima di dire che é il bimbo iperattivo e con disturbi dell attenzione mi voglio mettere io in discussione .
    scusi se sono stata prolissa ...
    cosa ne pensa? grazie sara

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    1. Gentile Signora, è difficile poter trarre delle conclusioni da poche righe e per etica professionale non posso esprimermi senza aver approfondito. Io do molte possibilità alle persone di venire in consulenza da me sia gratuitamente presso l'VIII Municipio del Comune di Roma, in convenzione con l'Associazione Di.Sco. sempre a Roma o privatamente, ma non posso esprimermi se non vedo i genitori e i bambini. Capisco che se una persona non è di Roma diventa complicato, ma al momento non posso fare diversamente. Lei può comunque continuare a seguirmi sul mio blog, leggere i romanzi di formazione che pubblico gratuitamente sempre sul blog o anche su carta stampata. I miei scritti, anche se sotto forma di romanzo sono sempre incentrati sulla formazione e sul rapporto genitori-figli. Cordiali saluti

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  39. Sono padre,di un figlio meraviglioso di 10 anni,cresco assieme a lui,faro probabilmente tanti sbagli,ma cerco di ricordarmi sempre di fare le cose con il cuore e non con la paura e varie ansie ,la vita non è una gara da cento metri,è una maratona ,bisogna andare al proprio ritmo,in questo caso al ritmo del bambino,stanno li per quello ,per farci crescere e crescendo noi crescono anche loro imparano il proprio sentire ,condivido Tiziana ,la ringrazio,è come se mi avesse letto nel pensiero. Paul

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    1. I papà attenti e sensibili sono preziosi e forse ancora troppo pochi. Grazie a lei Paul.

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  40. Salve, volevo dire il mio pensiero su questo argomento.Io lavoro a scuola e posso garantire che è diventato una moda avere un figlio DSA,sicuramente ci sono dei casi evidenti di difficoltà ma ricordiamoci sempre che non tutti i bambini sono uguali, non tutti i bambini hanno delle famiglie alle spalle stabili non tutti i genitori hanno la possibilità di portare i figli dai medici privati visto l'attesa di anni con ASL. I docenti DOVREBBERO trovare l'oro il metoto di studio adatto al bambino, e non sentirsi dire SONO IN TANTI suo figlio ha delle dificoltà.Direi COMODO la mia domanda è tutti i bambini devono saper leggere ,scrivere , studiare, stare attenti ,capire subito la spiegazione e non può chiedere può ripetere per sentirsi rispondere lo ripassi a casa perchè non hai capito solo tu. IO CONSIGLIO A TUTTI I DOCENTI di fare dei corsi di aggiornamento e motodo di Insegnamento e se non si ha le capacità di recuperare un bambino più lento CAMBIATE MESTIERE

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  41. Quindi, da quello che mi scrive lei:
    Ricco=fortunato e intelligente
    Povero=non fortunato e destinato al fallimento.
    Quanta superficialità!
    Stando così le cose sono fortunata a non avere a che fare con lei.

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    1. Noto con dispiacere che Lei NON HA CAPITO NULLA, e mi ritengo fortunata IO di non avere a che fare con l'ignoranza di chi come Lei punta il dito solo perchè non sa leggere " è una brutta BESTIA. Voglio sottolineare che io per prima non mi posso pemettere un medico a pagamento visto che mio figlio aveva bisogno della Logopedista e all'Asl mi hanno risposto due anni di attesa. Ecco perche la scuola deve andare in contro ai problemi familiari e capire che se non ci sono i soldi è inutile che scassano i C..........ni !!!!!!!!!!!!!!!!!!!! alle famiglie e trattano i bambini come stupidi.
      garzie per la sua inutile e stupida affermazione.

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  42. Psichiatri, psicologi, assistenti sociali, insegnanti, ecc.ecc. sono " professionisti" che non rispondono a nessuno dei loro danni e fallimenti , questa è una sacrosanta verità !

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  43. Gentile Dott.ssa Cristofari,
    sono una Logopedista che ha al suo attivo corsi di P.N.L e anni e anni di corsi di Counselling. Ho avuto la fortuna di formarmi all'Istituto di Ortofonologia, 25 anni fa, erano gli ultimi anni di corso, prima che il sistema impedisse a questo storico centro di ricerche di continuare a formare ottimi logopedisti e psicomotricisti. Attività che comunque per fortuna l'Istituto continua attraverso Convegni affatto banali. I miei pazienti sono tutt'altro che tristi, anzi non vedono l'ora di poter venire e non hanno nessun esercizio noioso da fare. Ugualmente conosco ottimi Neuropsichiatri che vanno a scuola a parlare e discutere con le maestre. Conosco pessimi pediatri che consigliano ancora ai genitori di aspettare a far vedere il bambino: Il caso più eclatante quello di una bambina filippina che il pediatra etichettava come timida, questa bambina a sei anni causa le condizioni socio economiche della famiglia non riusciva a formulare nessuna frase minima di senso compiuto in italiano ed era già in prima elementare. Conosco pessimi centri di riabilitazione; ad un mio piccolo paziente veniva insegnata la lingua dei segni, perchè secondo l'equipe non era in grado di parlare. A cinque anni una brava psicologa ha consigliato i genitori altrimenti e oggi il bambino è in terza elementare, è bravissimo e parla benissimo. Conosco pessime pedagogiste. Qualche esempio, tra i moltissimi che potrei farle. Ci sono persone che amano il lavoro che fanno e come sempre tante per cui il lavoro è solo uno stipendio. Ma non faccia di tutta l'erba un fascio, la sua laurea in pedagogia non la abilita alla comprensione del mondo e non le dà il diritto di esprimere un tale giudizio sprezzante a 360° !

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  44. Tiziana,
    Hai proprio colto nel segno. Ti consiglio di leggere il libro di Malcolm Gladwell "Fuoriclasse-Storia Naturale del Successo" che analizza il successo da un punto di vista scientifico e che aggiunge molti spunti ad una verità evidente: tutti possono raggiungere grandi traguardi purché recepiscano il necessario supporto dall'ambiente circostante. Certi comportamenti "scoraggianti" degli adulti possono avere grandi effetti ...

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    1. Grazie, l'ho già letto il libro di Gladwell: un libro bellissimo. Pensa che nel mio prossimo libro in uscita nel 2015, cito proprio questo autore per spiegare una mia tesi.
      Bellissimo suggerimento per tutti coloro che ci seguono!

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  45. concordo in pieno la mente dei bambini va educata a essere compassionevole e a rimanere tale non imbottita di dogmi improduttivi di vera crescita

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  46. L'articolo in questione è molto interessante. Non bisogna fare di tutta un erba un fascio, la Dott.ssa è una persona che parla con cognizione di causa dall'alto della sua esperienza. Per quanto mi riguarda non può condizionare chiunque abbia intrapreso percorsi diversi.

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  47. Buongiorno, mi sono persa i pezzi dove la dott.ssa dice che i logopedisti, psichiatra, insegnanti ecc... sono figure inutili e che non servono alla società! Ho visto invece tante code di paglia e giustificazioni pur di non toccare l'argomento "parliamo con i nostri bambini". Io sono SOLO una mamma e mi auguro di non avere mai problemi simili con mio figlio, ma credo che il senso dell'articolo sia il far capire a tutti che spesso i problemi ai nostri figli li creiamo noi, con ciò NON vuol dire sempre, come non vuol dire che questi disturbi non esistono!
    Io non sono nessuno ma sostengo che, in qualsiasi caso, prima ci sarà SEMPRE il dialogo con mio figlio e, se poi risulta necessario, mi rivolgerò a chi di dovere! Concludo solo dicendo che noto sempre con dispiacere che gli esami di coscienza turbano la quiete mentale di molti, ma probabilmente sono io ad avere difficoltà di apprendimento e per questo vedo solo il lato riflessivo dell'articolo e non quello maligno...
    Cordiali saluti
    Una mamma ignorante

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    1. Gentile Elisa, magari tutte le mamme fossero ignoranti come lei! Ci sarebbero molti meno bambini con "problemi" scolastici. Apprezzo moltissimo le sue parole e penso che proprio la sua umiltà fa di lei una mamma diversa dalla norma.
      Cordiali saluti

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  48. Sono una ragazza di 27 anni, per i 5 anni delle elementari la "maestra" di matematica (si, maestra tra virgolette in quanto non è degna di essere chiamata tale) mi umiliava davanti alla classe, diceva ai miei genitori che non è che loro figlia non capiva ma comunque "ci arrivava dopo" (queste sono le parole esatte che ancora ricordo), arrivando a considerare di dedicarmi un insegnante di sostegno. Alla fine hanno deciso comunque di non farlo. Ora sono biologa marina, laureata alla triennale ed alla magistrale con 110/110 e lode.

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    1. Grazie gentilissima 27enne per la tua testimonianza. So che è difficile dimenticare le umiliazioni subite, ma hai dimostrato a te e a chi ti vuole bene che quella maestra era solo una stupida insegnante. Congratulazioni per la tua laurea dottoressa!

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    2. Per diagnosticare un qualsiasi disturbo specifico di apprendimento o DSA è necessaria un' approfondita valutazione neuropsicoligica, cui seguirá,eventualmente ,certificazione scolastica contenente indicazioni circa gli strumenti compensativi/dispensativi da adottare. I test sono standardizzati nn è pertanto possibile "inventare" una diagnosi. La valutazione neuropsicologica oltre che psicodinamica è l unico percorso da seguire per un corretto inquadramento diagnostico. Se i risultati ottenuti si collocano nell'area non patologica non è dunque necessario redigere alcuna documantazione. Questa è anche legge! Ricordo inoltre che non è possibile scindere il cognitivo dall' emotivo che sempre viaggiano su binari paralleli. In ogni caso qualunque professionista che si possa definire tale non stabilirâ mai alcun percorso riabilitativo senza prima coinvolgere i genitori e le figure di riferimento significative.

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    3. Grazie per le precisazioni sulle diagnosi, spero possano essere utili a chi legge.

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    4. Quante volte è accaduto!

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  49. che dire? perfetto. non ho letto i commenti successivi, ma l'articolo è tristemente specchio della realtà.
    io ho 2 bimbe piccole quindi non sono ancora entrata appieno in questa realtà, ma mi basta vedete come "studiano" le mie nipoti di 9 anni...da piangere, tutto a pappagallo senza incuriosirsi di niente, senza capire il senso delle cose, e questo è colpa di insegnanti carenti e genitori troppo presi dal lavoro.

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  50. Buongiorno,
    io sono mamma di una bimba di 7 anni che frequenta la seconda elementare che sin dai primi giorni della prima ha manifestato qualche problema di inserimento e relazione con compagni e maestre, le quali prontamente dopo 2 mesi mi hanno suggerito un colloquio con lo psicologo della scuola. Io ne sono stata contenta perché non sapevo più che fare per convincerla a partecipare in classe... a copiare dalla lavagna almeno! E devo dire che ho avuto la fortuna di incontrare un Professionista che dopo un paio di incontri con maestre e noi genitori (mai con la bambina che non ne ha saputo nulla della faccenda) ha individuato il "problema" e ci ha dato gli strumenti necessari per focalizzare il nostro impegno su aspetti utili a nostra figlia. Siamo stati fortunati anche nel contempo ad incontrare maestre disposte a spendersi per lei. Forse noi genitori siamo un po' troppo spesso superficiali e abbiamo troppa paura di metterci in discussione...con questo non voglio assolutamente negare i casi di patologie, mio fratello ormai 23enne è stato uno dei tanti bambini sottoposti a Ritalin e poi altre cure assolutamente necessarie in quel periodo, senza le quali non era solo ingestibile ma anche distruttivo. Chi nega il disturbo dell'attenzione non ha mai avuto in casa un bambino affetto da questo problema!
    GRAZIE, il suo articolo mi è piaciuto e penso che tutto possa essere fonte di riflesione.

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    1. Grazie infinite per la sua testimonianza. Ci sono, come lei dimostra, professionisti veramente capaci e sono lieta di sentire anche di queste belle conclusioni.

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  51. Sono convinta, da insegnante-pedagogista, nonchè da madre di tre figli, che delle "sane relazioni" che tengano in considerazioni i bisogni dei bambini in modo reale e serio siano il miglior rimedio a tante situazioni di disagio.
    Grazie del dibattito!

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  52. Non ho dubbi che ci siano bambini con seri problemi..qua si tende a esagerare.Vivo in Italia da 18 anni e scusate sicuramente la mio ortografia.Da che sono qua non faccio altro che sentire queste cavolate ho tre bambini,la primogenita che oggi corsa la seconda media mi parla espeso dei suoi compagni dislessici....che tristezza il 90% sono bambini non seguiti di mamma un po isteriche che si perdono tra bagneti e lessioni di qualunque sport,dove la'apparire e più importante de i suoi figli....poco fa sono stata chiamata dallla coordinatrice de clase,mia figlia non rendeva il giusto...no sono corsa da uno psicologo o terapista mai pensato che mia figlia avessi dei problemi...lo ho curata a casa...sapete come?...ci ho dato tempo,dolcezza ...gli ho ripetuto al infinito che poteva farcela..che anch'io a la sua età ero sola ,che volevo aiutarla a passare questo momento dificile...cje ero con lei...sempre.Siamo andate a fare delle ripetizioni di matematica materia che li costa un po di più....risultato....un'altra bambina!!!

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    1. Bravissima! Ha perfettamente colto nel segno: incoraggiamento, stima, presenza. È questo quello di cui i nostri figli hanno bisogno. Lei è un'ottima madre, sua figlia è fortunata!

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  53. Mio figlio reputa la scuola noiosa e lo studio inutile ha terminato le elementari con tutti dieci ma alla media strappa a fatica il sette come posso motivarlo

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    1. Signora Ada, prima di tutto bisogna tenere presente che il 7 alle scuole medie, non è il 7 delle elementari, quindi direi che suo figlio ha un buon rendimento. Molto interesse lo devono poter stimolare le insegnanti. Lei può sicuramente incoraggiare suo figlio, ma non deve pensare che il rendimento sia calato da dover prendere provvedimenti. Tenga presente che influisce sul rendimento anche il cambiamento di scuola, insegnanti e compagni di classe, oltre che un fisiologico e naturale cambiamento dovuto alla crescita fisica ed emotiva. Saluti

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  54. Sono perfettamente d accordo con le sue parole.... sono una madre .... non sono un medico e non posso dare opinioni scientifiche . di sicuro ci sono casi e casi ma mi rifiuto di credere che su dieci bambini almeno cnque soffrono di problemi vari di aprendimento .
    Con profondo rammarico sono dell opinione che il problema parte dalla scuola.....dalla incapacita di alcuni insegnanti a dimenticare quale e'in realta il loro mestiere. Ovvero essere disponibili ad insegnare oltre che ai bambini o ragazzi piu predisposti allo studio anche a quelli meno predisposti...... la bravura ...la vera bravura sta nell insegnare soprattutto quando si ottengono risultati con i bambini meno "bravi"....ma a quanto pare risulta piu facile spostare il compito a qualcun altro scaricandosi di dosso ogni resppnsabilita

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    1. È proprio così, la bravura di un'insegnante si dimostra quando riesce a rendere partecipe e attiva tutta la classe, ognuno con i suoi tempi di apprendimento e con le sue potenzialità.

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  55. La scuola fa male, molto male perché gli insegnanti cercano di ficcare nella testa dei bambini qualcosa mentre invece dovrebbero fare il contrario, cioè cercare di tirare fuori qualcosa dalla testa dei ragazzi. Certo esercizio più difficile, nel primo caso sono io che ti dico cosa devi sapere, mentre nel secondo siamo in due a imparare qualcosa e a crescere. Otterremmo però meno malati e più entusiasmo, creatività, sorrisi...
    Non sono un insegnante, né un laureato, solo un genitore ma mio figlio ha ormai 20 anni, semplicemente cerco di appassionare al gioco del basket i bambini dai 5 ai 20 anni. Auguro a tutti di avere sempre un sorriso sulle labbra, l'entusiasmo nel cuore e il ritmo nel sangue.

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  56. Buongiorno a tutti,
    sono un'insegnante di scuola primaria da piu' di 30 anni e molte volte sono entrata in crisi poichè davanti ad alcune difficoltà dei bambini ,qualsiasi
    intervento sembrava non avere risultati;molte volte i loro fallimenti erano i miei fallimenti ,ma questo mi faceva stare male e nn ne uscivamo vincenti.
    Mi ha aiutato molto l'esperienza di mia sorella che era stata giudicata,alle scuole medie,poco idonea allo studio:ha preso due diplomi e tre lauree!
    Quando giudichiamo un bambino teniamo conto che nell'età dello sviluppo molte cose cambiano e che ognuno di noi è eccellente in qualcosa .
    Mi spiace dover dire che dagli specialisti preposti:ass.sociali,spichiatri, spicologi...nn ho mai ricevuto l'aiuto sperato,ma sono disposta ad essere smentita.Il mio aiuto sono stati il dialogo con i genitori,i miei colleghi anche conosciuti sui blog e tanta umiltà quindi ,perchè ignorare questa nuova esperienza dei dvd proposti dalla dr Tiziana Cristofari ,se nn funzionerà avremo comunque imparato qualcosa.
    Distinti saluti e buon lavoro a tutti.
    Maestra Antonella






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    1. Grazie per la sua testimonianza maestra Antonella. È vero quando afferma che gli specialisti sono poco inclini ad aiutare, è come se si volessero chiudere nelle loro competenze, ignorando l'importanza di una comunicazione con la docente. È molto importante per me constatare che ci sono, come lei, insegnanti capaci di guardare oltre le apparenze ed è assolutamente vero quando lei afferma che nell'età evolutiva si fanno tantissimi cambiamenti, come è successo sua sorella.
      Cordiali saluti

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  57. Brava Dottoressa, fa bene ad essere indignata. In qualità di Tutor, ho anch'io la fortuna di occuparmi di alcuni di questi bambini, bambini che hanno ricevuto la triste indicazione di "non poter imparare come gli altri" e che avevano acquisito quell'identità e pertanto agivano come tali!
    Moltissimi bambini, diagnosticati affetti da DSA, erano in realtà, a tutti gli effetti, straordinari: straordinari nelle loro peculiari abilità, semplicemente insofferenti di fronte alla scuola che veniva loro proposta, così distratta, generalizzata, spesso intollerante delle diversità.
    Quello da lei indicato è proprio l'aspetto più' triste, quello in cui molti (troppi) bimbi speciali vengono facilmente resi sbagliati, da una didattica non sempre attenta ai bisogni e ai tempi di ciascuno, in cui la tendenza ad omogeneizzare gli standard produce in bambini sensibilissimi e abili per molti versi, rifiuto e disinteresse per l'apprendimento, reazioni comportamentali dall'auto-compatimento all'estraniazione o a veri atti di ribellione!
    Per fortuna i bambini sono profondamente e naturalmente curiosi e stando veramente dalla loro parte, rispettandoli e sottolineandone le qualità anziché medicalizzarli sbrigativamente, possiamo rigenerare in loro il desiderio di imparare e di così importante per la vita. Il mio invito è rivolto a tutti, genitori, insegnanti e altre figure, non si pretenda che siano tutti uguali ma come insegnò Don Milani impariamo noi adulti, per primi, a rispettarli e valorizzarne individualità e diversità.

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    1. Grazie per la sua bellissima testimonianza.

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  58. Buongiorno Dott.ssa,
    innanzitutto sono molto felice di sapere che ci sono dottori come Lei perché la mia esperienza al momento riguarda solo la scuola materna ma sono già molto preoccupata nel vedere come le maestre fanno diagnosi e spingono i genitori e di conseguenza dei poveri bambini ad intraprendere percorsi infiniti con psicologi e logopedisti (io so solo che per tutte le elementari ho avuto problemi a pronunciare alcune parole e sono sicura che oggi sarei stata sicuramente dichiarata dislessica, inutile dirle che con il tempo ho imparato a pronunciare tutte le parole e stranamente sono anche riuscita a laurearmi...) Ma la mia domanda è molto più semplice: cosa fare quando ci si trova davanti ad una maestra che decide che tuo figlio ha problemi di apprendimento e si appura che non è così? Io sono assolutamente d'accordo con Lei ma cosa fare con una maestra che rischia di lasciare in disparte tuo figlio in quanto già etichettato come "problema non suo"? Non posso pensare di cominciare a cambiargli scuola creando in lui anche la sensazione (a quel punto reale) che qualche problema lo abbia. Mi scusi ma è un pensiero che ho da quando ho messo piede dentro la scuola e mi sono resa conto di quanta superficialità ci sia nell'etichettare dei bambini di 3 anni che GIUSTAMENTE hanno dei "problemi" di linguaggio! Grazie

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    1. Gentile Sig.ra Carla, la ringrazio per la sua domanda che mi fa pensare a quante mamme se la siano posta senza trovare risposta.
      Innanzitutto diciamo che è fondamentale il suo rapporto con il bambino, pertanto non deve mai mancare il suo incoraggiamento, il credere in lui, stimarlo, anche se la maestra non lo fa, perché nella vita suo figlio troverà comunque tante persone che non lo faranno. Quindi il primo atteggiamento assolutamente corretto deve essere quello di mamma e papà.
      Lei mi descrive nella sua lettera il cosiddetto effetto Pigmalione, ossia quando l’insegnante per un motivo presunto o vero non crede nel bambino e pertanto non lo incoraggia negli studi come dovrebbe. Questo però avviene a prescindere dal sospetto o meno di un bambino con diagnosi di DSA; questo purtroppo è un atteggiamento che hanno moltissimi docenti: anche l’antipatia e la simpatia verso gli studenti ricade in questo sbagliato atteggiamento degli insegnanti. Pertanto credo che si possa fare poco, se non continuare a protestare affinché si abbiano insegnanti più preparati e più consapevoli dei loro atteggiamenti nei confronti degli studenti; ma la consapevolezza dei propri vissuti è sempre sinonimo di più cultura e passione per ciò che si fa.

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  59. io mi chiedo invece di giudicare male i genitori che si preoccupano di aiutare i propri figli, con i mezzi che hanno, saranno meglio quei genitori che negano l'evidenza di avere un figlio con delle difficoltà? io nn credo che andare dagli specialisti sia sbagliato, anzi penso che sia un genitore attento, e nn menefreghista. sui docenti delle scuole posso dire che ce ne sono molti impreparati, e sta nella bravura del genitore rendersi conto che è meglio cambiare insegnante. poi uno si informa e riesce a trovare la scuola giusta.

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  60. Opera di chi ama veramente i bambini!
    Condivido pienamente.
    Oggi ho 42 anni, mai un giorno di disoccupazione e non ho mai conseguito all'esame di terza media essendo stato bocciato per ben 2 volte alle medie!
    Sin dalle elementari mi sono sempre sentito tra l'incidente e il martello (maestra e madre), ma è grazie a persone come lei che oggi posso essere sicuro di me stesso e condurre una vita serena!
    Congratulazioni e grazie dr Tiziana Cristofar
    P.B.

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    1. Gentile P.B., la ringrazio molto per la sua testimonianza e per le belle parole nei miei confronti.

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  61. L' ho vissuto. Confermo che i maestri e professori molte volte fanno danni, si riparabili, ma che lasciano cicatrici profondissime. Ho 30 anni adesso e ho impiegato 30 anni per iniziare a imparare che valgo. Viste le mie grandi capacità lavorative e artistiche in età adulta, mi chiedo dove sarei ora se non mi avessero messo in testa che ero stupida e con problemi di apprendimento e dire a mia mamma di mettermi in una scuola per bambini con difficoltà. Ho tre diplomi e tutti col 100, all' università andavo molto bene ma non ho avuto la possibilità economica di finirla. Lavoro, grandi capacità di adattamento, organizzative e professionalità....che dire... Ho 30anni e disimparare a disprezzarmi e riuscire a darmi il giusto valore è un obiettivo non ancoraraggiunto ma almeno ho imparato a volermi bene e i fallimenti del passato non sono più fallimenti di me stessa e non sono più incubi che mi tormentano giorno e notte. Si finisce male senza auto stima e si tocca il fondo. Credo che molti educatori stanno su quella scrivania solo perché è un lavoro poco faticoso con 3 mesi all' anno di ferie pagate all' anno

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    1. Grazie per la sua testimonianza gentile trentenne. Il fatto che lei oggi si riconosca quanto vale è importantissimo per tutto quello che fa e che farà. Non posso far altro che stimarla per quanto ha raggiunto, nonostante tutto. Cordiali saluti

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    2. La ringrazio, non auguro a nessuno di passarci e invito chi parla troppo di prove e studi, a guardare negl' occhi chi lo vive e chi ci è passato. Chiedo ai padri e madri di mettersi una mano sul cuore e invece di chiedere di curare il proprio figlio perché non a "norma" rispetto a uno standard, di sedetevi prima di tutto acanto ai vostri bambini e osservateli, cercare di capire il perché delle cose che fanno e poi guardare voi stessi. Non abbiate paura di criticarvi e come una famiglia risolvete insieme i problemi. I bambini non sono bambolotti ne cuccioli ne sono stupidi, capiscono tutto, ma hanno un modo differente di comunicare ed esprimere disagio e contrarietà . Crescere/imparare non è una gara a tappe obbligate e collezione di vittorie.I bambini come le persone sono diversi e non è detto che uno che fa tutto e impara tutto sia migliore del proprio che ha grandi qualità che non vediamo ma con cui notiamo solo le mancanze.Alcuni fanno fatica a memorizzare e leggere, oppure disattenti e sempre agitati perché annoiati dalle lezioni che gli propinano, si perdono nei loro pensieri e bisogna attirare la loro attenzione, altri vivono nell' incubo di sbagliare e non riescono a concentrarsi...perché a casa è una baruffa continua o viene sgridato perché sbaglia. Non sono casi con problemi, sono umani, hanno la loro personalità e carattere....andate voi per primi dal psicologo a farvi uno screening prima di portare da dottori vostro figlio e farlo sentire diverso per niente, chiedetevi se state valutando la realtà con gl' occhi giusti e se non siete voi a causare senza volerlo una serie di cattive interpretazioni, abitudini e comportamenti Cercate di capire se le vostre paure o ansie spaventano i vostri bambini. Fatevi insegnare se vedete che non capite , a leggere il linguaggio e i messaggi che il bambino lancia, Imparate ad essere positivi e propositivi e avere pazienza.Non piangete ne agitatevi perché vostro figlio non va al passo e viene preso ingiro, prendetegli la mano e camminate accanto a lui e ricordategli che le difficolta fanno parte della vita, che la paura e il pianto sono normali e che nemmeno i super eroi riescono a infilarsi in bocca una scatola di cioccolata, pezzo per pezzo con mamma e papà però si la si può mangiare a piccoli passi. Non si è cattivi genitori se si sbagli, ricordatevelo e camminate a testa alta senza sentirvi giudicati dagl' altri genitori. Grazie per aver scritto quest' articolo. Cordialmente Nicoletta Sol

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    3. XD!!!!!!!mi è scivolato l' invio, tragedia!!!!! devo controllare 2 3 volte quello che scrivo perché...oltre all' analfabetismo di ritorno che si soffre se non ci si allena alla lettura, scrivo da sempre come penso, un gomitolo confuso e annodato di pensieri, molto chiari per me,ma che variano senza regole di soggetto e collocazione nel tempo, si accavallano si inseguono si annodano per poi tessere una ordinata trama e ordito....ma dopo aver riscritto 4 volte! Perdono, meglio riderci sopra. :) Famose fatiche di chi ha abilità diverse....vi faccio un quadro in poco tempo e vi smonto e rimonto un motore a carburatori, ma datemi qualche ora per scrivere o fare un calcolo matematico! Si vive benissimo lo stesso. N.S.

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    4. Nicoletta Sol, ringrazio io lei per la bellissima testimonianza. Ha saputo dire tanto e in modo chiaro e molto affettivo.
      Ringrazio anche della testimonianza che mi ha fatto sorridere di N.S. per la modalità in cui ha espresso una grande verità, perché avere abilità manuali è l'altra faccia della creatività e dell'intelligenza. Se fossimo tutti professori non avremmo mai potuto godere di un Van Gogh, un Picasso o dei tantissimi meccanici che ci permettono di girare con le nostre presuntuose auto.
      Chiedo scusa per aver risposto a entrambi sullo stesso post, ma avendo scritto voi sotto al precedente post, il sistema non mi ha permesso di scrivervi separatamente.

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  62. Buongiorno, sono mamma di una bambina di 5 anni, sono perfettamente d'accordo con Lei, però sono molto in difficoltà nel mettere in pratica: le scuole gli asili la società funziona in quella maniera là. .. e come fa un genitore, che già si sforza lui in famiglia a rispettare i tempi del figlio, a fFAR rispettare anche "fuori" i tempi del bambino? E nel mio caso per mia figlia (che ha i suoi tempi) che ha frequentato nido e scuola dell'infanzia le insegnanti mi hanno sempre detto che avrà grossi problemi nella società di domani poiché nn rispetta i tempi nel rendersi indipendente. Quello che Le chiedo è proprio una guida pratica più dettagliata che può perché io da sola non so come fare. Grazie se mi risponderà. Emanuela

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    1. Gentile Emanuela, prima di tutto lei deve dare sempre massima fiducia e stima alla sua bambina. Il rapporto più importante, soprattutto fino all'adolescenza è con lei e con il papà. Purtroppo la società è quella che abbiamo e come per ogni altra situazione siamo noi genitori a dover difendere i nostri figli. Ma se lei ha costruito un buon rapporto di fiducia con la sua bambina le posso assicurare che gli altri (maestre comprese) contano, ma solo fino ad un certo punto. Per quanto riguarda ciò che le dicono, tenga presente che ogni anno che passerà si accorgerà che sua figlia sarà sempre diversa, che i suoi tempi di risposta cambieranno notevolmente e che dire a priori che avrà problemi è, mi creda, un'assurdità ignorante di tante docenti. Nessuno può dire quali saranno le trasformazioni che farà nella vita scolastica sua figlia, tantomeno le insegnanti. Quindi fossi in lei non mi farei ferire, né mortificare da queste parole. Sua figlia tra l'altro è ancora molto piccola e se mai ci fosse la necessità di fare delle indagini, le stesse si fanno solo alla fine della seconda elementare, proprio perché i bambini fanno cambiamenti talmente sorprendenti da non poter fare diagnosi cognitiva così prematuramente. Una guida pratica al momento non ce l'ho, però ho postato altri articoli sull'autostima, su questo sito, che può leggere e altri sicuramente ne pubblicherò. Nel frattempo l'unico consiglio che le posso dare è di stimolare la sua bambina continuamente con tutto quello che fa (facendosi aiutare ad apparecchiare la tavola, a pasticciare se fa i dolci, a leggere i libri insieme, facendole vedere la natura che ci circonda e spiegandole cosa avviene, lasci che si vesta da sola e intervenga solo quando proprio si rende conto che la bambina non riesce a fare qualcosa: meglio sarebbe se aspettasse che è la bambina stessa a chiederle aiuto, ecc). Deve parlare molto con la bimba, attirando la sua attenzione e stimolandola il più possibile. Se farà tutto questo e anche di più, molto presto vedrà dei cambiamenti. Cordiali saluti

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  63. Innanzitutto grazie per la celere risposta. Quelle cose già le faccio con lei, ma nonostante i miei sforzi la bimba è poco indipendente. Tra una ventina d'anni saprò se ho fatto un buon lavoro ;)!!! Nel frattempo la accetto per com'è. Buona vita a tutti

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  64. Sono felicemente appagata da questo pensiero. Esistono ancora persone professionali e umili vicino alla mente nel rispetto di essa. Non mi piacciono viceversa commenti altezzosi e distanti al problema.concordo pienamente con la dottoressa. Miglioni di persone come lei per un mondo migliore.

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  65. Buongiorno sono una mamma di un bimbo di 4 anni.
    È iniziato tutto lo scorso anno quando è andato alla materna e aveva 2 anni e 9 mesi Ke le maestre al colloquio individuale hanno iniziato ha dirmi Ke non parlava in realtà diceva poche parole come mamma babbo ciao e poche altre .... premetto Ke con la pediatra avevo già affrontato il discorso è lei mi aveva detto di dargli del tempo visto Ke iniziava la materna.....
    Al momento Ke le maestre mi avevano esposto il problema ho richiamato la pediatra Ke mi ha fatto la richiesta per una visita dalla neopsichiatrica e così si è iniziato il percorso con la logopedista..... ad oggi dice qualche parola in più..... poi la neopsichiatra ci ha consigliato di fargli fare un po di piscina x l attenzione...... l unica diagnosi che hanno fatto Ke ha un problema di linguaggio. ..... capire capisce tutto e si ricorda delle cose...... forse sto sbagliando di sovraccaricarlo, ma sto facendo di tutto x non aver dei rimorsi un domani...... il secondo colloquio è stato anke parolaiuiscinaeggio xke le maestre mi hanno detto Ke giocava con tutti e non aveva un amico preferito me lo hanno descritto come un extraterrestre.... Ke devo pensare? Grazie cry

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    1. Difficile poterle dire cosa fare senza conoscervi e non è possibile stabilire se ciò che è stato detto e fatto è corretto solo da uno scritto, ma comprendo il suo disagio. Io sono disponibile a consulenze completamente gratuite presso l'VIII Municipio del Comune di Roma. Se fosse interessata può consultare questo link http://www.pedagogista.info/con-l-associazione-di-sco/
      Cordiali saluti

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  66. C'è del vero in quanto riportato soprattutto nel merito del carico di incompetenza e irresponsabilità da parte di chi dovrebbe accompagnare alla vita chi si attende moltissimo apprendendo a trecentosessantagradi le basi presenti e future di una buona vita!!!
    Un bimbo nell'apprendere è come un foglio bianco sul quale chiunque ci scrive ciò che vuole, non sempre è quello che gli serve oggi e soprattutto domani

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    1. Molto bella la metafora che ha scritto, rende perfettamente ciò che avviene nella mente del bambino.

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  67. Sono d'accordo con quanto scritto dalla dottoressa, ci vuole cautela. Mio figlio, 4 anni, ha avuto ed ha tutt'ora delle difficoltà linguistiche e cognitive, ma nessuno lo ha "inquadrato" con una diagnosi, perchè è nel pieno sviluppo delle sue capacità... Ci sono dei Professionisti che lo aiutano, che giocano con lui, a cui lui si è affezionato, perchè lo aiutano ad essere più sereno nel rapporto con gli altri! dal settembre scorso ad ora ha imparato a fare dei piccoli discorsi, prima non parlava e vi assicuro che questo suo passo avanti lo ha reso un bambino molto più tranquillo! Chiara

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  68. Ho letto l’articolo trattenendo il respiro. L’o trovato coinvolgente, chiaro, semplice, diretto, onesto, importante spunto di miglioramento.
    Io sono laureata in scienze dell’educazione e devo ammettere che mi sento molto lontana dalla grandezza, volontà e la forza che l’autrice del testo possiede. Non posso fare altro che ammirarla e mi piacerebbe ci fossero in giro più persone di questo livello pronte ad accettare con coraggio gli insulti di basso fondo, addirittura provenienti da professionisti del medesimo settore. Mi sento avvilita nel leggere alcuni commenti tristi da persone che DEVONO essere attendibili. Queste persone usano degli insulti spropositati con una leggerezza impressionante per buttare giù questa opinione, sfogo, che grazie alla passione, coscienza, voglia di migliorare e venuto fuori in questo splendido modo.
    Chi conosce minimamente la psicologia e la pedagogia sa bene che le scienze umanistiche non sono scienze esatte e come tali richiedono una mente aperta, assolutamente NON quadrata, una mente pronta ad assorbire qualsiasi sfumatura scoperta inerente a delle teorie, a volte ottenute dopo 50 anni di osservazione, continuate e mirate. Non ho mai letto che una rivoluzione abbia portato un popolo a ritroso, anzi!
    Io ho compreso che la sopracitata scrittrice, per scrivere questo articolo, abbia preso spunto dalla sua diretta e sana esperienza quotidiana. Non credo lei sia alzata una mattina dicendo “voglio scrivere un articolo per fare business e soldi”.
    Allontanandosi dagli interessi individuali e giustificabili che ogni genitore lecitamente ha, e considerando la prospettiva e il futuro della nostra umanità che con così tanta semplicità e cognizione di causa la Professionista ha espresso, non posso fare altro che riflettere attentamente sull’argomento.
    Mi sono rabbrividita nell’leggerlo. Come si può negare, una realtà e prospettiva così evidente e triste. Siamo arrivati nel ventunesimo secolo, tempo di evoluzione civile, sociale e tecnologica di livelli orgogliosi, ma con un aspetto assai triste e poco curato “La coscienza”.
    Oggi la gente lavora per i soldi, compreso maggior parte delle maestre che aspettano la pensione. Regole rigorose, limiti e insoddisfazione che lasciano poco spazio alla flessibilità indispensabile per gestire questo mondo, soprattutto i bambini!
    I disturbi esistono e non devono assolutamente essere ignorati ma ciò non vuol dire che ogni difficoltà deve essere per forza associata a un disturbo. Teniamolo bene in mente questo perché errori del genere hanno rovinato e continuano a rovinare intere famiglio e regalano un immensa infelicità, si signori miei INFELICITA’ (senza considerare che le ultime possano essere in giusto o in torto). Sappiamo tutti che la responsabilità è di chi ha la conoscenza e la preparazione ( chi è superiore ). Se una maestra o addirittura “le maestre”, si mettono di traverso, non ce scampo!
    Magari creare un equilibrio in modo da proteggere queste piccole anime, giusto per regalarli una prospettiva più felice.
    Non ce al mondo un azione che possa essere onorata più di quella che regala sorriso, serenità e felicità al prossimo. Specialmente alle piccole creature portate in questo mondo per nostra volontà e scelta.
    Mi piacerebbe che i professionisti che si dissociano, anche se lasciati andare da un sfogo di rabbia poco professionale, ma che sicuramente possiedono delle capacità, si mettano a dialogare superando l’ego personale e con altruismo, proprio perché la vostra preparazione è importante! Da una supposizione contraria può scaturire una vera e propria teoria.
    Mi ha fatto molto piacere leggere questo articolo!
    Perdonatemi se mi sotto scrivo come anonimo.
    Non voglio mancare di rispetto a nessuno
    Grazie e buona giornata

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  69. Gentile dottoressa,
    ho letto il suo articolo dopo aver prenotato una visita da un neuropsichiatra infantile per mio figlio, di 8 anni. La visita è per il prossimo ottobre, quindi ho parecchio tempo per informarmi.
    Mio figlio non ha difficoltà di apprendimento, semmai il contrario. A lui basta una sola spiegazione per capire e per saper utilizzare le nozioni apprese. Legge una sola volta e ricorda e ripete poesie a memoria. La matematica per lui è talmente semplice da essere banale. In pagella solo 8/9 e 10.
    Eppure le maestre si lamentano.
    Si lamentano perchè lui scrive male.
    Si lamentano perchè lui è disattento e superficiale.
    Si lamentano perchè è disordinato e spesso dimentica libri o quaderni a casa.
    Si lamentano perchè non scrive i compiti con precisione.
    Ieri dopo l'ennesimo colloqui con la maestra, mi sono sentita dire che mio figlio ha una intelligenza assolutamente superiore alla norma, ma che è un bambino complesso, come se non riuscisse ad incanalare questa intelligenza in maniera proficua, a livello scolastico. Bambini con meno capacità di lui sono più precisi e dettagliati perchè si applicano di più.
    Ora, avrei avuto bisogno di un consiglio per capire come aiutare mio figlio ad incanalare le sue qualità in modo costruttivo, ma la pediatra mi ha subito preparato una impegnativa per una visita neurospichiatrica e io temo che questo "eccesso di zelo" sia non solo dannoso per il bambino, che potrebbe sentirsi sbagliato e sottoposto ad esami, ma anche inutile.
    Mi consigliano il karate, per aiutarlo nella concentrazione.
    Ma io sono titubante, perchè penso che lui semplicemente si annoi. Capisce il concetto al primo colpo e poi è costretto a veder passare mesi sullo stesso concetto, in attesa che tutti i suoi compagni lo capiscano alla perfezione.
    E, nel mentre, lui si annoia.
    E questo annoiarsi ha instillato in lui l'idea che la scuola sia così facile che non sia necessario impegnarsi. Così fa sempre di meno. Studia di meno, risponde sempre più in modo sintetico, non cura la forma dei suoi elaborati, scrive velocemente e male, non gli importa nulla neanche del voto.
    Devo davvero portarlo dal neuropsichiatra?
    Come posso, invece, aiutarlo, stimolarlo, incuriosirlo, nutrire la sua innata curiosità in tutte le cose?

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    1. Leggendo le sue parole mi è venuto in mente che forse chi circonda questo bambino lo vuole perfetto. Da quello che lei racconta c'è una volontà di "sporcare" ciò che mi sembra già molto bello. La noia fa parte dei momenti della vita, oggi forse si annoia, domani troverà cose che lo interessano. La precisione? Ognuno ha il suo carattere, non è detto che tutti debbano essere precisi e ordinati. Ma se quello che lei desidera è la perfezione, allora può dare retta a tutti quelli che insistono nel farle credere che il bambino ha qualcosa che non va: poi però non vi lamentate se i figli da adolescenti avranno problemi più importanti.

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    2. La ringrazio per la risposta. Credo anche io che ci sia una volontà di trovare quello che non va anche li dove tutto va, o di ridimensionare mio figlio che a scuola disturba solo perchè fa più in fretta.
      Credo che, a parte spiegare a mio figlio che non è corretto disturbare mentre l'insegnante spiega ai suoi compagni qualcosa che lui ha già capito e loro non ancora, non farò un bel niente.
      Mio figlio è un normalissimo bambino intelligente che deve crescere e sentirsi libero di farlo ai suoi ritmi. Non voglio causargli problemi stupidi ed inutili.
      Io non voglio un figlio perfetto, ma un figlio felice. Mi metto in ansia solo perchè sono le insegnanti ad essere sempre critiche ed insoddisfatte, a me mio figlio va benissimo così com'è.

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    3. È proprio così signora Sandra: è importante avere, non un figlio perfetto, ma un figlio felice. Suo figlio gliene sarà grato.

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  70. Quando si sostiene un esame di stato, si studia la deontologia professionale. Un professionista può esprimere la propria opinione su un fatto solo se esiste una prova certa di quel che dice e, soprattutto, non può denigrare il lavoro di altri professionisti.
    Detto ciò mi permetto di farle notare che Albert Einstein aveva un problema, che sicuramente all'epoca non era stato riscontrato, ma non era un bambino sfiduciato dal mondo, dai genitori e dagli insegnanti. Aveva la Sindrome di Asperger, un disturbo pervasivo dello sviluppo, simile all'autismo ma, a differenza di questa patologia, non compromette lo sviluppo del linguaggio e della cognizione. Come lui, altri noti scienziati (Darwin, da Vinci, Newton). Indubbiamente gli insegnanti sottovalutarono le sue potenzialità e la sua "noia" nell'ascoltare le lezioni, ma d'altronde questo veniva fatto con qualsiasi bambino troppo curioso. Semplicemente, all'Università poteva lavorare per conto proprio e determinò le teorie fondamentali sulla materia e l'energia.
    Esistono tuttora bambini affetti dalla Sindrome di Asperger, come ci sono molti adulti celati. Altri, invece, sono bambini affetti da deficit di attenzione o con problemi cognitivi più gravi, le cui sintomatologie possono essere accertate da chi ha un percorso di studi più scientifico che ipotetico e non deduttivo come quello compiuto da un pedagogista.
    Inoltre mi permetto di farle notare che l''entrata in gioco di molti pedagogisti nelle scuole e i loro consigli nel come trattare gli alunni ha portato alla scuola odierna fatta di molti bambini che, in realtà, non sanno rispettare: regole, ruoli, il prossimo. Sono cresciuti convinti che mamma e papà dovranno sempre prendere le loro parti, che gli insegnanti sbagliano sempre, che si può rispondere all'insegnante, che non si può correggere un bambino perché altrimenti si reprime la sua libertà di essere, anche quando compie errori grammaticali o si comporta inadeguatamente. Bisogna dire al bambino quanto è bravo anche quando sbaglia, bisogna premiare il bambino anche quando non vince, per renderlo partecipe delle cose e non farlo rattristare. Questi bambini come cresceranno? Avremmo ragazzi ignoranti in grammatica e in discipline scientifiche? che insulteranno i propri genitori? che non sapranno cavarsela nella vita perché senza genitori non sapranno cosa fare?
    I bambini hanno bisogno di regole, di capire quando sbagliano, di capire cosa sia un errore, di capire che nella vita si può perdere e si può vincere, di capire che non tutti possiedono le stesse capacità e che il bel voto lo si ottiene per merito non per politicismi vari ed eventuali. Si dice il bravo se sei bravo, se ti comporti male paghi le conseguenze. Se non ti applichi a scuola o sei svogliato di tuo, o non hai buone capacità cognitive, o hai un piccolo deficit recuperabile.
    Si perché la definizione di deficit è carenza. Un bambino a cui è stato diagnosticato solo un deficit può recuperare in un anno tale carenza ed essere al pari di un altro. Un bambino che ha difficoltà cognitive più serie, non potrà farlo. E un pedagogista, per la sua formazione universitaria, non è sicuramente la persona idonea a valutare la differenza tra l'una e l'altra cosa. Per cui, preferirei affidare mio figlio a un medico, piuttosto che una persona che non sa ovviamente parlare obbiettivamente, né tanto meno ricercare le nozioni su fenomeni o persone che cita. Insomma... fattevi una ragione che determinate lauree hanno competenze limitate e che la tuttologia rimane solo una laurea presa su internet e che ottempera le menti più deboli!

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  71. Gentile Anonimo, l'elenco che lei cita dei presunti pedagogisti a scuola che sono rarissimi per nostra sfortuna, sono in realtà gli atteggiamenti dei docenti. Da quello che afferma si evince ampiamente che non conosce né la formazione dei pedagogisti, né la prassi. Ma questo è un suo problema. Poi, se vuole portare suo figlio dal medico, nessuno glielo vieta.
    Cordiali saluti

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  72. ho fatto un ordine di un dvd la settimana scorsa; quanto tempo ci mette ad arrivarmi a casa? Grazie

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  73. i figli degli stranieri a scuola sono la maggioranza.
    i figli degli stranieri a casa vivono la famiglia patriarcale e sono molto piu uniti
    i figli degli italiani a casa hanno 9volte su 10 genitori separati e sconquassati !!

    ...e chi glie la da la fiducia sul futuro a 'sti bambini....forse lo stato e/o le istituzioni ? aaaahahahahahaha
    AAAHAHAAH aaaha...ma che risate ;)

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  74. continuazione del precedente commento : all'energia in entrata !!.... e, questo ignoto apparecchio è stato ideato dall'ingegner ROSSI di Ferrara e dal Prof, FOGARDI dell'Università di Ferrara, il quale ,ammettendo di ignorare il contenuto dell'apparecchio ideato dall'ing. ROSSI, ha dichiarato che, con la sola presenza del Nichel, Oligoelemento !, l'apparecchio funziona ! producendo energia nucleare pulita a costi bassissimi_irrisori e che quindi, potenzialmente, potrebbe definirsi come la più grande scoperta COPERNICANA del MOMENTO ! .Poi, a rafforzare il tutto, basti pensare che , la carenza di accumulo_presenza, nell'organismo umano di un solo oligoelemento, detto " LITIO ", in misura di MILIONESIMI DI GRAMMI ! cioè al di sotto di 30-40 milionesimi di grammi ! determina, in noi, una gravissima patologia del SNC, cervello cervelleto midollo spinale, chiamata " BIPOLARE " o Malattia Maniacale depressiva !! e nessun medico prescrive verifica l'Esame del mineralogramma, cioè Analisi del Capello della nuca, il primo centimetro e mezzo, ove si evince da subito la presenza_accumulo_equilibrio di tutti gli Oligoelementi e, anche della presenza di Minerali dannosi, detti metalli pesanti che tantissimi danni adducono al nostro SNC e quindi salute generale organismo e, nei bambini, importantissimi nel loro sviluppo_crescita_formazione_totale, in modo particolare nei Bambini, definiti IPERATTIVI ! ! ED aggiungo che tutti questi minerali, utilissimi_indispensabili nella formazione crescita_mantenimento_organismo_SANO, son presenti, già METABOLIZZATI !, cioè basta solo ingerirli per il loro totale assorbimento_funzionatità, nella mia bevanda quasi panacea_SALUTE, nella micro polvere di OSSO SEPPIA, Gusci di Crostacei , Molluschi in genere ed Ostriche, Coralli, Perle di Ostriche, a costo ZERO !, senza controindicazione alcuna e/o effetti collaterali, detta polvere, o presa_utilizzata da sola o sciolta in succhi base di Limoni Maturi alla pianta, mai non maturi e/o , peggio se verdi, con aggiunta di succhi di altri tipi di agrumi che trovate in prima pagina del motore di ricerca di GOOGLE, digitando solamente " https://www.facebook.com/francescopaolo.ruggieri/note " oppure, " OSSO SEPPIA PROPRIETA' TERAPEUTICHE " .Tanto le dovevo e spero che ne prenda nota e sappia rimettersi in discussione , Egregia Dottoressa Tiziana Cristofari .La saluto cordialmente, Francesco Paolo Ruggieri , E_mail ruggierifp@alice.it .

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  75. Questo articolo sembra scritto da Susanna Tamaro, è tutto tranne che che scientifico. Sottovalutare un disagio di un bambino, un suo problema di apprendimento, una difficoltà a scrivere o parlare, è da CRIMINALI. Si rischia di perdere tempo prezioso per una eventuale riabilitazione. Il tutto in un sito che rivaleggia con quelli che inneggiano all'omeopatia, ai fiori di Bach o all'aromaterapia. Bah...

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  76. Sono felice che i miei genitori mi hanno cresciuto in un'epoca in cui queste cose non c'erano ancora o comunque non erano considerate "malattie" come lo sono oggi.

    Se io fossi un bambino oggi sicuramente sarei diagnosticato con diversi problemi di apprendimento, e in effetti ne avevo tanti, fino a circa 13/14 anni. Ma in realta' era noia per il sistema scolastico e pessimi insegnanti, e non problemi di apprendimento reali. Oggi sono un fisico, con un Phd, e lavoro come ricercatore.

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