lunedì 21 aprile 2014

Ecco la giusta motivazione per frequentare la scuola!

La motivazione è fondamentale per andare bene a scuola.
La motivazione ci spinge a dare il meglio di noi per raggiungere i risultati: sì lei, proprio lei, la motivazione. Ma quale?
Un giorno di un po’ di anni fa, mi chiesero se per me fosse importante la motivazione negli studenti. Ero a un colloquio di lavoro per entrare a insegnare in una scuola di recupero anni. La persona con la quale stavo facendo il colloquio, dopo avermi fatto questa domanda, mi raccontò che l’anno precedente si era iscritto in quella scuola un signore di cinquant’anni che voleva prendersi il diploma per un avanzamento di carriera e che riuscì a fare ben cinque anni in uno. Mi dissero che era molto motivato. Certo, pensai, la motivazione la doveva sicuramente avere un uomo di cinquant’anni, altrimenti dubito che si sarebbe iscritto in una scuola per prendersi il diploma, e pensai che l’avanzamento di carriera fosse un’ottima motivazione.

Dopo avermi raccontato questo aneddoto, il selezionatore mi chiese ancora se per me fosse fondamentale la motivazione. In un primo momento associai la parola motivazione a quell’uomo grande di età che era tornato a scuola, pensando che fosse assolutamente indispensabile per lui avere una motivazione forte, altrimenti perché fare quella fatica a quell’età? Risposi che sicuramente era importante per un adulto così avanti nell’età, ma che non lo era altrettanto per un adolescente. Dissi questo e poi rimasi però perplessa di quella mia risposta, che arrivava più per ciò che fino ad allora mi avevano trasmesso gli studenti, che per reale convinzione.
Oggi vi racconto questo perché sento che bisogna chiarire il concetto di motivazione. Non che quel selezionatore avesse torto, semplicemente bisogna fare delle distinzioni. Secondo me esistono due tipi di motivazione: una è quella legata a un obiettivo che già si conosce, che si desidera fortemente e pertanto è una motivazione che parte spontaneamente dalla persona senza la necessità di essere incentivata; l’altra è una motivazione che necessita di essere stimolata: ovverosia, la persona non ha un obbiettivo ben preciso o addirittura l’obbiettivo che vede non gli interessa e questo, il più delle volte, è la situazione dello studente. Voglio dire: molti studenti che non vanno bene a scuola o che arrivano ad abbandonarla e poi a recuperare gli anni, il più delle volte è perché non hanno capito quale stimolo potrebbe spingerli per andare a scuola, non hanno chiaro uno scopo, un obiettivo e coloro che lo avevano, oggi forse, purtroppo, non ce l’hanno più. Certo è che di questi tempi dare uno scopo alla scuola stimolando i ragazzi come si faceva 30 anni fa, non funziona più. Un tempo ci dicevano studia, così avrai un buon lavoro. Oggi anche chi ha studiato, il più delle volte non trova il “buon lavoro”, inoltre l’informazione dei media spesso ambigua, fa il resto, creando nello studente demotivazione allo studio. Lo stato attuale delle cose dice che il diploma non ti garantisce, come un tempo, di trovare lavoro, né tantomeno lo permette una laurea.
Ma la cosa più grave è che non si fa in nessun modo una propaganda di stimolo allo studio spiegando l’importanza della cultura al ragazzo. Si parla sempre e solo di lavoro, come se lo studio avesse come unica motivazione il futuro lavorativo; ma non c’è niente che spieghi o incentivi lo studente allo studio per una formazione alla vita, alla libertà, perché la conoscenza è libertà, che a mio avviso è una fondamentale importanza motivazionale.
Ecco quindi che torniamo alla mia risposta a quel datore di lavoro: sì, la motivazione è essenziale per qualunque cosa costi fatica e si debba fare, compreso lo studio, ma se l’obiettivo che ci siamo posti per mandare i nostri figli a scuola è sbagliato, non è coerente con i tempi, non è veritiero con gli scopi, eccolo lì che la motivazione non funziona.
È anche per questo che il lavoro dei genitori e dei docenti è diventato più arduo. Entrambi devono poter vedere scopi, obiettivi, risultati, il futuro, prima ancora che li possano percepire i loro figli e studenti. È compito di un genitore o un insegnante sapere e potere comprendere queste difficoltà dei loro figli-studenti e arginarle trovando il giusto modo per motivare i ragazzi. Bisogna trovare una strada giusta, adatta alle potenzialità di ogni bambino e adolescente e poi, quando si è trovata la strada, perseguirla insieme a loro…
RICORDA: non aspettare che tuo figlio trovi da solo la giusta motivazione, parla con lui e stabilisci un obiettivo, quando lo avrai trovato fai di tutto affinché si raggiunga.


Dr. Tiziana Cristofari 

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