giovedì 21 agosto 2025

Cosa ricordano i bambini


Settembre si avvicina e con esso anche il nuovo anno scolastico. A molti studenti l'idea di tornare a scuola piace ad altri no. La motivazione è semplice: il piacere o il detestare la scuola deriva da come le studentesse o gli studenti si sono sentiti in quell’ambiente. 

Il sentire però è strettamente legato alle relazioni tra i pari o con i docenti. Ma mentre tra pari i bambini e gli adolescenti si scelgono, indirizzando così le loro emozioni, con gli insegnanti possono solo accettare o meno la loro presenza. E quell'accettazione o rifiuto del docente faciliterà o ostacolerà il benessere dello studente. 

Per farla breve un docente potrà anche essere bravo a spiegare, ma non sarà la spiegazione di storia o matematica a rimanere impressa nella mente del bambino o dell'adolescente; ciò che le o gli resterà dentro, sarà solo come la docente la o lo avrà fatto sentire. 

Ciò che conta nella scuola sono le relazioni positive con i docenti. Queste permettono la riuscita didattica molto più di una spiegazione efficace o ben fatta.

Pertanto la scuola é la docente o i docenti. Tutto il resto (aule, materiali, iniziative ecc.) vengono dopo. I bambini imparano innanzitutto nelle e dalle relazioni positive che la docente saprà instaurare con ogni singolo studente o studentessa.

Quanti di questi insegnanti ci sono nella scuola pubblica o privata?

Cari genitori, se vostro figlio o figlia ha problemi a scuola di didattica o come vengono chiamati oggi cognitivi, la prima valutazione da fare è l'insegnante, non la mente del vostro bambino.


Dott.ssa Tiziana Cristofari

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La dott.ssa Cristofari lavora come docente prevalente nella scuola Santa Chiara di Roma (quartiere Torrino). Nell'anno scolastico 2025/2026 ha una classe quinta.