venerdì 27 ottobre 2023

Livellare gli studenti



Prima svogliati e puniti in quanto tali. Quindi ricacciati negli studi tecnici, quelli della classe sociale medio-bassa.

Poi malati e puniti in quanto tali. Quindi ghettizzati, biasimati e indirizzati anch'essi agli studi tecnici, sempre quelli della classe sociale medio-bassa.

Livellati. I bambini devono essere livellati e portati al silenzio naturalmente! 

Tutti quelli che non raggiungono il livello più alto sono fuori. 

Alcuni certificati, altri lasciati indietro.

La formazione degli insegnanti è sempre più carente. Nessuna competenza per gestire i livelli di capacità e condizioni diverse. Troppa fatica. Troppa fatica anche solo pensarlo. Quindi meglio criticare i libri che propongono competenze alternative, perché poi usarli diventa più complesso per le docenti. Meglio scaricare le cause della poca capacità di insegnamento su altro o su i bambini stessi, che mettersi in discussione.

Questo atteggiamento delle docenti mi indigna. Mi sento offesa di fare un lavoro dove i colleghi non vedono i loro studenti e mi sento impotente. E non li vedono, solo perché nessuno ha dato loro gli strumenti per guardarli. Non c’è vera formazione, compresa la nuova facoltà di Scienze della Formazione Primaria che fa solo laboratori… Ma qui si apre un altro capitolo per una facoltà insignificante di contenuti umanistici. Lasciamo perdere…

Vedere e non poter fare. Conoscere, sapere del dolore che provano gli alunni a tanta incompetenza degli insegnanti mi offende come se quegli alunni fossero tutti figli miei. 

Ma tant’è. Non posso proteggerli tutti. Non insegno nelle altre classi, non sono nelle teste di quegli insegnanti che non sanno, che non vedono, che non hanno competenze. Eppure il 99% degli studenti ha infinite potenzialità. Un potenziale umano che viene offeso volendolo livellare al rialzo e se non ci riesce non gli verrà mai data la possibilità di esprimersi completamente e sarà condannato a sentirsi piccolo e incapace per moltissimo tempo, se non per tutta la vita.

Sono contenta di essere un’insegnante. Sono contenta di poter dare ai miei studenti ciò che meritano. Lo vivo anche un po' come riscatto personale per tutta l'incapacità dei docenti che anche io ho subito nella mia infanzia.


Dr.ssa Tiziana Cristofari

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Il libro è reperibile sul nostro sito