Pedagogisti e DSA

Per anni mi sono chiesta per quale motivo la pedagogia fosse così poco considerata, tanto da far svalutare le/gli insegnanti e permettere che in cattedra ci salisse chiunque senza l’adeguata formazione in ambito pedagogico. La storia della scuola lo dice chiaramente che, dal dopoguerra, per far fronte ad una forte richiesta di personale, la politica pensò di assumere anche docenti senza competenze. Ma in seguito, nonostante il passare degli anni, la specializzazione in ambito formativo è rimasta indietro, molto indietro, continuando a far salire in cattedra personale senza formazione adeguata. Non solo, la politica ha preferito inserire nella struttura scolastica, anziché una/un esperto in ambito pedagogico (ossia competente nella formazione, crescita e sviluppo dei bambini-ragazzi), la figura dello psicologo, cominciando così a medicalizzare gli studenti.
Quindi, ciò che oramai spopola nelle scuole e nella cultura delle famiglie, sono tutte queste pseudo patologie che hanno voluto appiccicare addosso ai nostri figli e studenti (DSA, ADHD, BES con tutte le varianti), e che creano insicurezza non solo negli alunni, ma anche nei loro genitori che pensano di avere un figlio diverso, piuttosto che permettere loro di utilizzare un metodo pedagogico risolutivo (proposto da esperti in ambito pedagogico) delle problematiche tipiche dei bambini e degli adolescenti in età scolare. 
Se tentiamo di approfondire il discorso, ci accorgiamo che le motivazioni di questa gravissima disattenzione da parte della politica nei confronti della formazione, e questa altrettanto gravissima attenzione alla medicalizzazione dei bambini, è assolutamente inaccettabile, perché si è tolta la possibilità dell’intervento pedagogico (anche in riferimento ai cambiamenti sociali), a favore di ipotetiche “patologie”, a loro dire causa delle difficoltà dei nostri studenti. Ma perché è successo questo?
Con lo studio e la ricerca svolta in vari ambiti umanistici (pedagogici, antropologici, psicologici, sociologici, storici e filosofici), mi sono convinta sempre più, che non dare la giusta preparazione agli insegnanti, non affiancare la pedagogia e la/il pedagogista nelle scuole, è stato un atto gravissimo di superficialità e disinteresse dello Stato nei confronti della formazione dei giovani; nonché uno specifico interesse opportunistico (sempre da parte dello Stato), che invece di “educare” i propri figli, ha preferito “medicalizzarli”, ossia ha preferito (per una questione di comodo) creare o/e sperare di farlo, una popolazione di dubbiosi, incerti, paurosi, anziché formare persone sicure di sé e capaci di pensare con la propria testa e con la propria specifica diversità. Ma sì, non è cosa degli ultimi tempi il fatto che la classe politica (di destra e di sinistra) cerchi di imbavagliare, castrare, reprimere, mortificare,  “normalizzare”, adeguare alle proprie esigenze produttive, economiche e sociali la popolazione, soprattutto quella del ceto medio e basso: già lo diceva Calamandrei negli anni Sessanta, ma da allora non è cambiato assolutamente nulla, se non far passare per “malati” una bella fetta della popolazione. Meno gente sicura di sé, capace e libera di pensare, significa per la politica, più possibilità di fare e farci fare ciò che vogliono. E allora quale opportunità migliore che creare una specifica situazione: anziché indirizzare le famiglie verso coloro che possono offrire un’opportunità di formazione e crescita alternativa a quella che mamma e papà sanno dare (perché non c’è, né una scuola, né una specifica formazione per genitori) e che sarebbe sicuramente risolutiva, lo Stato gli offre una “patologia” (mai realmente diagnosticata biologicamente, ma solo statisticamente), così da prendere più piccioni con una fava: 1. creare meno sicurezza nella mente della popolazione; 2. far girare l’economia, con l’uso degli psicofarmaci e con le parcelle degli psicologi, psichiatri e logopedisti; 3. Rendere lo studente più fragile, quindi impedire l'ascesa sociale.
Se li assecondiamo o se continuiamo a farlo, cosa vogliamo di più, se non rendere reali queste loro volontà?
Io personalmente, vorrei non cedere alle violenze psicologiche di questa politica e alle ingiustizie che subdolamente ci propina. 
Io personalmente, voglio formare liberi cittadini capaci di pensare con la propria testa e sicuri di sé. 
Io  personalmente, voglio essere una docente e pedagogista competente, voglio poter mettere tutta me stessa in ogni caso specifico di difficoltà didattica o di diversità cognitiva, affettiva, emotiva e relazionale. 
Io personalmente, voglio essere una docente di pensiero, ovvero saper accettare e stimolare il pensiero altrui; voglio essere capace di formare persone uniche e non omologate a ciò a cui la politica fa comodo. 
Io personalmente, voglio permettere la mobilità sociale e non far sì, che solo chi ha, continui ad avere e chi non ha, a non avere. 
Io personalmente, voglio democrazia e giustizia e solo guardando in faccia la realtà politica, culturale, sociale, antropologica e anche scientifica, posso permettermi tutto questo.
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Dr.ssa Tiziana Cristofari - Roma, Pedagogista/docente e socia ANPE - 18 agosto 2015


Questi sono gli insegnanti/pedagogisti che la pensano come me:
  1. Francesca Sidoti - Barcellona Pozzo di Gotto (Messina), Docente scuola dell'infanzia - 19 agosto 2015
  2. Rosaria Antona - Palermo, Docente scuola secondaria - 19 agosto 2015
  3. Barbara Gaiardoni - Verona, Consulente pedagogico e scrittrice - 20 agosto 2015
  4. Maria Tuttoilmondo - Serradifalco (Caltanissetta), Docente scuola primaria (laurea in Psicologia) - 25 agosto 2015
  5. Alessia Caricato - Roma, Pedagogista e socia ANPE - 03 settembre 2015
  6. Sara D'Andretta - Roma, Pedagogista/docente/consulente familiare e socia ANPE - 5 settembre 2015
  7. Mònica Pèrez - Firenze, Docente di pittura ed educatrice all'espressività - 5 settembre 2015 
  8. Maria Letizia Aragona - Ostia (Roma), Logopedista - 17 dicembre 2015
  9. Luciano Reolon - Limana (Belluno) - Docente materie tecniche - 25 gennaio 2016
  10. Olivia Candini - Modena - Ricercatrice nell'ambito delle Terapie Cellulari - 09 marzo 2016
  11. Tiziana Dietrich - Ancona, Logopedista - 2 maggio 2016
  12. Ilenia Barca - Nuoro, Pedagogista Clinica, Criminologa - 25 maggio 2016
  13. Paola Pediconi - Rovereto (Trento), Docente scuola secondaria superiore - 14 agosto 2016
  14. Rosaria Troiso - Manfredonia (Foggia), Pedagogista, Logopedista, ex insegnante - 31 luglio 2017

Questi sono i cittadini e le cittadine che la pensano come me e che vogliono insegnanti con alta formazione e competenza:

  1. Alberto Brugnettini - Milano, Fisico - 19 agosto 2015
  2. Ivana Montiglia - Napoli, Infermiera professionale - 19 agosto 2015
  3. Maria Antonietta Melgiovanni - Palo del Colle (Bari), Avvocato - 19 agosto 2015
  4. Ramona Manfredi - Massa, Parrucchiera - 19 agosto 2015
  5. Chiara Mason - Padova, Mamma a tempo pieno - 19 agosto 2015
  6. Pasquale Tucci - Foggia, Vigile del Fuoco - 19 agosto 2015
  7. Charlotte Senff - Dolo (Venezia), Traduttrice - 19 agosto 2015
  8. Innocenza Scialabba - Caluso (Torino), Impiegata - 20 agosto 2015
  9. Federica Pascoli - Perugia, Presidente Associazione Basta il Cuore - 20 agosto 2015
  10. Fabio Sorze - Lendinara (Rovigo), Ingegnere meccanico - 21 agosto 2015
  11. Federica Zucchelli - Livorno, Impiegata - 22 agosto 2015
  12. Tatjana Petrovic - Aprilia (Latina), Madre e Studentessa di Scienze dell'Educazione - 23 agosto 2015
  13. Timeea De Candia - Gatteo a Mare (Forlì-Cesena), Casalinga - 23 agosto 2015
  14. Stefano Cappelli - Roma, Assistente comunità infantili - 23 agosto 2015
  15. Maria Aldieri - Napoli, Infermiera professionale - 24 agosto 2015
  16. Daniela Mencoboni - Impiegata, Fano (Pesaro Urbino) - 24 agosto 2015
  17. Valentina Monti - Padova - 25 agosto 2015
  18. Tiziana Bonazza - Padova - 25 agosto 2015
  19. Silvia Eusepi - Roma, Impiegata - 25 agosto 2015
  20. Fabrizio Monti - Padova - 25 agosto 2015
  21. Federica Barbieri - Sovere (Bergamo), Impiegata azienda ospedaliera - 25 agosto 2015
  22. Monia Biagioni - Follonica (Grosseto), Vivaista - 25 agosto 2015
  23. Fosca Berlotti - Orbetello (Grosseto), Mamma a tempo pieno - 2 settembre 2015
  24. Vanessa Vecchi - Roma, Estetista/terapista del benessere - 8 settembre 2015
  25. Massimo Salvucci - Roma, Informatico - 8 settembre 2015
  26. Donatella Sersanti - Roma - 11 settembre 2015
  27. Raffaella Rigo - Roma, Impiegata - 22 settembre 2015
  28. Maria Teresa Capasso - Roma, Cuoca scuola materna - 26 settembre 2015
  29. Maria Cristina Ganis - Dignano (Udine), Insegnante - 27 settembre 2015
  30. Margherita Griffante - Roma, Impiegata - 28 ottobre 2015
  31. Fortunata Esposito - Reggio Calabria, Commessa - 7 novembre 2015
  32. Angela Vaccari - San Cesario sul Panaro (Modena), titolare Studio Olistico - 19 novembre 2015
  33. Cinzia Pizzichini - Montegranaro (Fermo nelle Marche - Ascoli Piceno), Artigiana - 12 gennaio 2016
  34. Maria Mombelli - Brescia - 22 gennaio 2016
  35. Rosa Straface - Cosenza - 1 maggio 2016
  36. Bianca Bocchetti - Napoli, Mamma a tempo pieno - 1 maggio 2016
  37. Annalisa Ventura - Udine, laureata in Economia aziendale gestisce una location per eventi - 1 maggio 2016
  38. Stefania Schubeyr - Genova, Artista - 2 maggio 2016
  39. Sara De Pippo - Torino, Mamma a tempo pieno - 3 maggio 2016
  40. Elena Bosio - Nole (Torino), impiegata azienda aerospaziale - 3 maggio 2017
  41. Giovanna Ferrarini (Veneto), mamma - 15 giugno 2017
  42. Monica Iori - Canazei (Trento), impiegata e mamma - 01 febbraio 2018


Questa è una raccolta di firme.
Se sei una/un docente e/o una/un pedagogista che senti di pensarla come me sulle nuove patologie che attribuiscono ingiustamente ai bambini-ragazzi, pubblicherò il tuo nome su questo blog, dovrai soltanto mandami una email a tiziana.cristofari@pedagogista.info
con:
  • nome e cognome = che renderò pubblico
  • la copia del tuo attestato di laurea = che servirà solo a me per essere certa della tua qualifica (solo per i pedagogisti) e NON sarà pubblicata
  • la città in cui lavori = che renderò pubblica

Se sei un genitore o un/una qualunque cittadin@ che la pensa come me, mandami una email 
con:
  • nome e cognome = che renderò pubblico
  • la città in cui vivi = che renderò pubblica
  • la tua professione se vuoi che sia pubblicata

Per approfondimenti sull’argomento consulta anche questi link:

Vogliono fare della scuola un'ospedale! Ecco come!

Ecco com'è e cosa fa la/il brav@ docente





1 commento:

  1. buongiorno Dottoressa condivido quanto Lei scrive in gran parte . tuttavia i DSA sono presenti anche con bravi Genitori. Mi farebbe piacere poter parlare con Lei qualche minuto, quando la posso chiamare senza disturbare?
    da anni mi occupo di riabilitazioni, spesso definitive , per dislessia e DSA. grazie
    carlo perissinotto www.ortodonziaedispercezione.it

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