venerdì 12 gennaio 2018

Come (non) imparano i bambini!

I genitori lo sanno: con tanta attesa e molti tentativi.
Ricorderete sicuramente quante volte avete provato a suggerire ai vostri bambini di pochi mesi la parola “mamma o papà” nella speranza che un balbettio somigliante potesse uscire dalla sua bocca. O più tardi quando una volta con la stazione eretta avete provato a lasciarlo nella speranza che camminasse da solo.
In tutti questi tentativi ripetuti all’infinito sarebbe folle pensare di sostituire quelle prove con metodi coercitivi o addirittura sostitutivi, sempre se riusciate a trovarne uno.
Quindi il bambino cresce per prove e tentativi sul quel gesto, quella parola, quell’azione, quella circostanza. Cresce sicuramente più facilmente se dietro a quel sostegno c’è anche la parola dolce, il sorriso, l’affettività dell’adulto significativo.
Poi però, gli anni che passano e il tentativo di indipendenza del piccolo o della piccola sembrano infastidirci e cominciamo a pretendere che tutto avvenga con facilità, senza sforzo, sostituendoci a loro, trovando compromessi, trovando palliativi  all’attività dell’esercizio e dell’attesa, per poi andare a correre dal neuropsichiatra al primo intoppo che ci instilla il dubbio che la bambina abbia un problema.
Non ci guardiamo intorno, non ci chiediamo noi, cosa stiamo facendo, non pensiamo che probabilmente il nostro modo di fare è sbagliato; anche perché il dubbio lo instilla il più delle volte il docente di scuola, che per quanto se ne possa dire sulla sua poca credibilità (grazie anche a stipendi da fame che non lo valorizzano), è ancora il punto di riferimento delle famiglie per quanto riguarda l’apprendimento del proprio figlio.
All’evoluzione dei tempi però, non vi è stata una evoluzione culturale degli insegnanti in ambito didattico-pedagogico. Ora  il Governo vorrebbe correre ai ripari escludendo quelli con il diploma e sostituendoli con i laureati, per far fronte con chi è più adeguato e “sanare” questa profonda impreparazione del docente che attanaglia i nostri bambini. Certo è che a mio giudizio (e non solo), i percorsi di studi accademici per gli insegnanti della scuola all’infanzia e primaria, sono ancora terribilmente deficitari per la valorizzazione dei docenti, ma lo Stato con queste preparazioni mediocri tenta di mascherare la carenza per eccellenza, ovvero quella pedagogica, nonostante la riforma di Legge 205/2017 sul riconoscimento del ruolo del pedagogista di recentissima approvazione.

Cosa comporta tutto questo?

Facile a dirsi, è sotto gli occhi di tutti: nella didattica-pedagogica i docenti si sono tutti (o quasi) livellati ad un pensiero piatto e formale privo totalmente di creatività e competenza. Oggi tutti (o quasi), per insegnare usano le fotocopie! Alla faccia degli innovativi metodi didattici e pedagogici dei nuovi corsi universitari!

Ai miei tempi se i quaderni erano formati di 40 pagine oggi sono diventati di 80/120 perché per ogni pagina, da parte a parte c’è un foglio di esercizi preconfezionati incollato sopra.
O gli insegnanti non sanno più scrivere e disegnare alla lavagna o hanno paura di sporcarsi le mani, oppure i bambini sono veramente diventati tutti stupidi! Riempiono centinaia di fotocopie come se avessero tutti qualche impedimento, come se i libri non esistessero più. E c’è poi da domandarsi (ma la risposta è ovvia per tutti): con quali soldi fanno le fotocopie? 
Sicuramente con quelli della scuola a scapito della carta igienica! Ma lo Stato non passa a tutti i bambini gratuitamente libri per ogni materia e che paga fior di quattrini alle case editrici? Libri colorati e con un’infinità di esercizi? Tra l’altro ampiamente scelti dagli insegnanti attraverso una moltitudine di proposte editoriali! Quei libri per lo più restano lindi e pinti come lo Stato li ha forniti, però i quaderni vivono una vita tutta loro con aggiunta di fogli in bianco e nero "precotti" che crescono a dismisura.
Mi direte, e cosa c’è di male nel far compilare le fotocopie a parte lo spreco di carta e denaro pubblico? Nulla, se non impedire ai bambini di scrivere su fogli interi centinaia di volte lettere e parole



magari anche in calligrafia per non far dire poi che è un disgrafico o, siccome non impara a scrivere le parole correttamente è appunto un disortografico; impedire di scrivere centinaia di volte in colonna a mano libera calcoli ed esercizi matematici serve per non far dire poi che la bambina è una discalculica,

e tutto questo si può fare solo su quaderni con righe e quadretti giusti per quell’età. Far scrivere i bambini su quaderni senza ulteriori stimoli preconfezionati significa imparare senza confusione, perché la concentrazione possa focalizzarsi su un unico evento alla volta. Quello spazio vuoto dei quaderni, che tanto sembrerebbe far paura a noi adulti, non certo ai bambini!, deve permettere la sperimentazione, la creatività
e la costante possibilità di esercizio della scrittura e del calcolo, deve essere libero da impostazioni predefinite che limitano lo sviluppo e la crescita cognitiva di chi sta imparando, perché imparare costa solo ed unicamente fatica.


Dr.ssa Tiziana Cristofari
© Tutti i diritti riservati

Il libro è reperibile 
attraverso il web tramite il nostro sito con PAYPAL  
E per le feste natalizie scontatissimo al 25%
Oppure tramite AMAZON 

Un titolo e un contenuto sicuramente contro tendenza, dato che libri e manuali sull’argomento parlano solo di come riconoscere i disturbi dell'apprendimento e quali sono gli strumenti dispensativi e/o compensativi per sostenere una realtà che, secondo la maggioranza della comunità scientifica, non ha soluzione in quanto i disturbi sarebbero causati da fattori genetici o neurobiologici.
Nel mio libro affronto scientificamente tutti questi argomenti e li smonto uno per uno dimostrando come sia improbabile quanto viene affermato. Ma soprattutto spiegando perché la comunità scientifica non ha ancora compreso o voluto comprendere, che questi “disturbi” mettono radici lì dove la scuola e la famiglia crescono figli e studenti senza una pedagogia adeguata.

Codice ISBN: 9791220015424
Il libro è reperibile sul nostro sito scontato cliccando qui 


o su Amazon cliccando qui

Ma se non hai voglia di leggere
Ci sono in programma 3 corsi per il 2018 della Dr. Tiziana Cristofari, che ti spiegherà come nascono, si prevengono e si superano i Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA)
Per saperne di più clicca qui

Non ti piace la scuola di tu@ figli@?
Home Teacher like at School
(Insegnante di casa come a scuola)
Per saperne di più clicca qui

2 commenti:

  1. Io voglio chiederle educatamente: perché esclude categoricamente a priori che possano esistere, anche in una minima percentuale, i DSA come disturbo congenito dell'apprendimento? L'uomo non è fatto solo di interazione con l'ambiente, ma anche di geni e quindi non si può escludere che esista anche un gene che codifichi in modo errato le informazioni della corteccia cerebrale deputate alla lettura. Forse è sgradevole pensarlo, ma la realtà non deve per forza essere gradevole per essere vera. La sua mi sembra piuttosto una specie di fede nella non-esistenza di questi disturbi, più che un'evidenza razionale: sbaglio?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì, sbaglia. Studi aggiornati sull'epigenetica hanno ampiamente dimostrato come la genetica non sia direttamente imputabile a questo tipo di problematiche, al contrario, sempre l'epigenetica, ha dimostrato quanto e come sia imputato l'ambiente. Inoltre, a parte aver studiato e approfondito ciò che impropriamente viene attribuito alla genetica, posso confermare che questi bambini se debitamente stimolati con una corretta relazione e una precisa didattica superano tutti il problema. Io non parlo per sentito dire, parlo per studi approfonditi sulla genetica, l'epigenetica, la neurobiologia, la psicologia e la psichiatria, oltre che la mia materia per eccellenza la pedagogia con annessa didattica . In più c'è tutta la sperimentazione e la risoluzione su bambini certificati che con me hanno superato quelle che io definisco "difficoltà scolastiche". (Trova tutto questo nella mia pubblicazione "Bambini senza DSA: una realtà possibile")

      Elimina

Dato l'alto numero di messaggi che arrivano e non riuscendo a visualizzarli tutti, per domande personali si prega fare riferimento all'indirizzo mail che potete trovare sul sito www.pedagogista.info