Partendo dalla convinzione che i cosiddetti disturbi specifici dell’apprendimento (dislessia, discalculia, disortografia, ADHD) sono superabili — fatta eccezione per percentuali bassissime e per specifiche patologie quali ad esempio l’autismo su base genetica, ma non ad esempio su quello psicogeno, ovvero su base epigenetica —, e tenuto conto di quanto la pedagogia può fare con la didattica e una corretta relazione pedagogica nello sviluppo cognitivo dei piccoli, dobbiamo ribadire come le difficoltà dell’apprendimento sarebbero il risultato di una cattiva formazione/comunicazione/didattica tra il mondo adulto e il bambino che apprende. In funzione di questo ho sentito la necessità di fare alcuni chiarimenti per quando riguarda il primissimo approccio dei bambini alla lettura e al calcolo.
