mercoledì 6 giugno 2018

Cosa serve per “imparare” ad amare


A dolcezza corrisponde dolcezza, ad aggressività corrisponde altrettanto.
Vi siete mai trovati in un ufficio pubblico arrabbiati per aver subito un torto? Avete mai aggredito a parole l’impiegato che vi stava davanti? Le risposte ad una aggressione verbale sono due: o vi risponde con altrettanta aggressività e scoppia la guerra. Oppure vi risponde con dolcezza e voi stranamente, nonostante l’arrabbiatura, vi calmate.
Sapete cosa significa questo?


Che la persona che abbiamo davanti risponde esattamente a ciò che noi siamo.
Provate ora ad immaginare un bambino fin dalla sua nascita. 
Provate ad immaginare la sua evoluzione psichica al vostro atteggiamento. Genitori dolci, disponibili, affettivi, tranquilli, cresceranno figli molto somiglianti; esattamente come genitori aggressivi cresceranno figli maneschi e violenti. 
È fondamentale tenere presente che i bambini non nascono violenti, indifferenti, cattivi (come la letteratura e non solo, spesso indica), ma lo diventano.


Lo vedo giornalmente con il mio lavoro. Da me arrivano bambini iperattivi, con difficoltà relazionali, mentalmente assenti. E dopo qualche mese di incontri per il recupero delle materie scolastiche diventano tranquilli, riescono a relazionarsi meglio, imparano ad ascoltare. 
Pensate forse che ho le parole magiche? Che ho una pozione magica da far bere? Eppure i piccoli cambiano atteggiamento. No, tranquilli, nessuna pozione magica. 


È il mio modo di essere che loro imparano a seguire, per cui imparano ad essere in un certo modo, senza alcun insegnamento verbale, ma solo con un certo tipo di atteggiamento, tono di voce, sensibilità all’altro. In questo modo ritrovano la serenità, la tranquillità, e l’ascolto di cui hanno bisogno da sempre. Perché come diceva lo psichiatra Massimo Fagioli, la psiche del bambino nasce sana formandosi in un mondo di omeostasi (la vita intrauterina), di calma, silenzio e tranquillità, e per tutta la vita, una volta venuto al mondo, ricercherà quella calma e quella tranquillità che gli sono familiari, che gli appartengono per formazione e sviluppo biologico e successivamente psichico.


Ora vi faccio un un esempio (che a me personalmente stupisce sempre), anche se proveniente dal mondo animale, ma è particolarmente indicativo di quanto vi sto dicendo.


Sono solita, quando esco con la mia cagnolina andare in cucina, riempire di acqua una borraccia e portarla con noi a passeggio. Lo faccio praticamente tutti i giorni portando con me anche una ciotolina per far bere Nocciolina. Quindi quando vado in cucina a riempire la borraccia, lei sa che sto prendendo l’acqua che berremo poi, e che di lì a poco usciremo. 


Sapete cosa fa? Mentre io riempio la borraccia, lei va a bere nella sua ciotolina che è sempre piena di acqua per terra lì in cucina. È pazzesco, ma lo fa ogni volta che mi vede riempire la borraccia. Pensate un po’. Nessuno le dice di andare a bere, nessuno le nega l’acqua durante la giornata, nessuno le nega quella della borraccia quando facciamo la passeggiata. Eppure, prima di uscire di casa, lei va a bere. Lo fa per imitazione? O perché sa che a breve uscirà per passeggiare? O perché forse ha capito che se beve prima, poi avrà meno sete? Non lo so. Quello che so è che lei è solo un cane, eppure lo fa! 
Pensate ora a cosa potrebbero fare i bambini con un vostro corretto atteggiamento nei loro confronti!

Dr.ssa Tiziana Cristofari

©Tutti i diritti riservati

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Un titolo e un contenuto sicuramente contro tendenza, dato che libri e manuali sull’argomento parlano solo di come riconoscere i disturbi dell'apprendimento e quali sono gli strumenti dispensativi e/o compensativi per sostenere una realtà che, secondo la maggioranza della comunità scientifica, non ha soluzione in quanto i disturbi sarebbero causati da fattori genetici o neurobiologici.
Nel mio libro affronto scientificamente tutti questi argomenti e li smonto uno per uno dimostrando come sia improbabile quanto viene affermato. Ma soprattutto spiegando perché la comunità scientifica non ha ancora compreso o voluto comprendere, che questi “disturbi” mettono radici lì dove la scuola e la famiglia crescono figli e studenti senza una pedagogia adeguata.

Descrizione del libro

È intelligentissimo, ma il maestro mi dice che non ascolta. Legge stentatamente e la maestra mi ha detto che potrebbe essere dislessica. Non ricorda le tabelline e mi hanno detto che potrebbe essere discalculico. Mi hanno consigliato il logopedista. Mi hanno detto che dovrei portare mia figlia a fare una visita dalla neuropsichiatra infantile. Poi ho letto un suo articolo... Poi cercando su internet il significato di queste parole mi sono imbattuta nel suo sito…
È con le stesse parole che un papà arriva da una pedagogista che ha trovato la soluzione ai disturbi specifici dell’apprendimento. Inizialmente scettico, ma speranzoso — perché sua figlia, presunta dislessica, ha difficoltà relazionali con lui e un calo del rendimento scolastico —, s’imbatte in un’avventura scientifica, realistica e umana senza precedenti. Andrà alla scoperta del pensiero di medici e pedagogisti di fama mondiale che gli spiegheranno perché quello che comunemente si racconta sui disturbi dell’apprendimento non è realistico, trovandosi così involontariamente alla ricerca di una conoscenza genetica, neurobiologica, psicologica e soprattutto pedagogica di cui era profondamente allo scuro come del resto buona parte della comunità scientifica ed educativa. 
Riuscirà in questo modo a capire come nascono, come si prevengono e come si superano i disturbi dell’apprendimento. Ma soprattutto imparerà come è possibile evitarli con l’applicazione di una scienza che nel tempo è stata annullata dalla politica e negata nella formazione dei nuovi docenti: la scienza pedagogica.

Oggi il 25% dei bambini di una classe viene diagnosticato con un disturbo dell’apprendimento. Dicono che il problema è genetico o neurobiologico e per questo non si può far nulla se non dispensare e/o compensare. E se così non fosse? 
La dottoressa Tiziana Cristofari pedagogista e docente, con l’aiuto tratto da teorie e prassi di eminenti e riconosciuti studiosi in pedagogia, psicologia e psichiatria — tra i quali Giovanni Genovesi, Shinichi Suzuki, Howard Gardner, Lev Semënovič Vygotskij, Massimo Fagioli —, ha dimostrato come sia ampiamente improbabile che i disturbi specifici dell’apprendimento abbiano origine genetica o neurobiologica e come invece siano il frutto dell’assenza totale di pedagogia scolastica e familiare.
Codice ISBN: 9791220015424

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