domenica 24 luglio 2016

Ho parlato con la Deputata Vanna Iori e vorrei fare una precisazione...

Buongiorno a tutti. Vorrei fare una precisazione.
Ieri sono stata contattata personalmente dalla Deputata Vanna Iori, la quale ha sostenuto che la mia lettera indirizzata a lei e pubblicata sul web (Vogliono fare della scuola un ospedale. Ecco come!) avesse dato spunto a fraintendimenti.
La Deputata sostiene che il mondo del web, dopo aver letto la mia lettera, avrebbe compreso che la legge Iori (per il riconoscimento della figura del pedagogista e dell’educatore) e la legge Fasiolo (per l’approvazione e il riconoscimento dello “psicologo scolastico”) sono state abbinate. La Deputata ribadisce che questo non è avvenuto e che probabilmente non avverrà mai. 
Quello che io invece ho realmente evidenziato nella lettera e ribadito alla Deputata Iori al telefono, non è il riferimento all’abbinamento delle due leggi in discussione alla 7° Commissione, ma il fatto che fosse stata proposta una legge che, se portata avanti e approvata, annullerebbe nei contenuti quella proposta dalla Iori stessa per il riconoscimento della figura del pedagogista. Di fatto la Deputata non ha smentito l’ipotesi che questa legge possa andare avanti ed essere successivamente approvata, ma ha smentito solo l’idea dell'abbinamento alla legge della Senatrice Fasiolo. 

Per questo motivo invito tutti a sottoscrivere la petizione lanciata dall’Associazione ANPe (Associazione Nazionale Pedagogisti) e diretta al Ministro della Pubblica Istruzione (C'è bisogno di pedagogia. Stop alla medicalizzazione dei contesti educativi e formativi), la quale ribadisce quanto sia pericolosa l’ipotesi che la potente casta degli psicologi riesca a farsi approvare la legge che riconoscerebbe lo "psicologo scolastico" mettendo così profonde e drammatiche radici nella scuola, nella vita delle famiglie e dei nostri bambini e cancellando per sempre la pedagogia e il suo contributo formativo.
Noi tutti come ANPe e come singoli pedagogisti non ci arrendiamo e non ci arrenderemo a una scuola senza pedagogia e “patologizzata”, solo per favorire un altro sbocco lavorativo ingiustificato alla casta degli psicologi.

Dr. Tiziana Cristofari

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3 commenti:

  1. Pur essendo un comune mortale senza titoli di studio, mi trovo a Condividere appieno le idee, che sta cercando di far passare in quel calderone che é il parlamento italiano. Posso solo farLe gli auguri di riuscire nel Suo intento, perché i cambiamenti auspicati, se davvero venissero tenuti in considerazione porterebbero alle generazioni future, quell'atto di giustizia che mai hanno potuto godere quelle passate.

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  2. Sono mamma di un bambino che oggi frequenta la 4a elementare, certificato disgrafico e disortografico. Ma sono convinta che mio figlio non abbia assolutamente nulla al di là di una brutta scrittura; gli errori ortografici ci sono ma chi mi dice che non li fanno anche gli altri? E io vedo che piano piano impara a correggerli. Forse ci mette di più, non lo so. Tanto più che è un bambino brillante e riesce bene in tutte le materie, al di là dei problemi di scrittura. Sono convinta che in presenza di insegnanti maggiormente attenti alle specificità di ogni bambino, il problema non si sarebbe neanche presentato. Forse è mancanza di buona pedagogia, non lo so. In 2a elementare mi sono trovata di fronte a maestre che mi dicevano che Davide non aveva voglia di fare niente e che se non si dava una regolata sarebbe rimasto indietro rispetto agli altri e che loro dovevano seguire i programmi e non potevano perdere tempo solo con lui perchè dovevano seguire tutta la classe. Nota bene: classe di ben 14 alunni, di cui ben 4 con DSA o altro. Mi chiedo: vanno seguiti solo quei 10 che non danno problemi? Alla fine della 2a mi hanno mandato a fare i famosi test per i DSA. Ecco: visto che c'era qualcosa che non andava? In 3a ci hanno fatto il "piano educativo personalizzato" o come si chiama ma, mi chiedo, non dovrebbe già rientrare nei compiti di un insegnante quello, ad es., di agevolare il bambino nella copiatura dalla lavagna, se non ci riesce bene? No, lo si fa solo se c'è il certificato.
    Non ci sono metodi di insegnamento che riescono a includere tutta la classe, anche chi è più lento o meno sveglio? Poi le valutazioni sul rendimento sono un'altra cosa. Intanto le/gli insegnanti comincino a insegnare a tutti, anche con un po' di sforzo in più se ci sono bambini che hanno tempi diversi o difficoltà particolari.
    Sono contenta aver trovato, per caso, questo sito.
    Potrò dialogare più costruttivamente con le/gli insegnanti, che nel frattempo, grazie a Dio, sono cambiate.
    Cordiali saluti.
    Sandra
    Provincia di Trento

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