martedì 22 settembre 2015

Ecco com'è e cosa fa la/il brav@ docente

Decalogo della/del brav@ insegnante
Ecco in 25 punti come dovrebbe essere e cosa dovrebbe fare una/un insegnante veramente capace di creare un concreto rapporto affettivo e di stima reciproca con i suoi studenti, necessario per una corretta crescita e formazione metacognitiva dell'alunno, e che, soprattutto, li possa rendere sereni e contenti di andare a scuola.

"L'educazione è come l'acqua del fiume, quella di oggi non è quella di ieri, né quella di domani. Il fiume continua a scorrere: la sua acqua non è mai la stessa. 
Analogamente, l'educazione dovrebbe continuare a mutare con l'esperienza del giorno" (Vinoba 2006)

Una/un docente...
  1. Sa guardare il proprio movimento interno (emozioni, antipatie, preferenze, frustrazioni, ecc.) e sa (ri)conoscersi nel rapporto con lo studente escludendo categoricamente parzialità, atteggiamenti discriminatori, razzisti, conformisti, opportunistici ecc.
  2. Sa evitare, come la peste, l’effetto Pigmalione (ossia, quando un docente si convince che quello studente non può ottenere certi risultati, il suo comportamento farà di tutto perché lo studente non li ottenga); pertanto la/il brav@ docente sa dare fiducia e crede nella riuscita dei propri studenti, tutti e sempre!
  3. appena entra in classe la/il brav@ docente si assicura che nessuno dei suoi studenti abbia un “peso sullo stomaco”;
  4. conosce bene tutti i suoi scolari;
  5. sa guardare oltre le apparenze e li sa ascoltare;
  6. li rende partecipi delle attività che vuole impartire;
  7. sa essere una/un loro complice;
  8. li sa stimare, motivare, sa credere in loro, sempre;
  9. ad un atteggiamento degli studenti che reputa non conforme (anziché chiamare la famiglia a colloquio e scaricare il problema sui genitori), sa parlare con i suoi alunni e risolvere le questioni;
  10.  evita come la peste bubbonica le note sul diario, perché sa che le note denigrano, scoraggiano e allontanano lo studente nel rapporto con lui/lei;
  11.  non fa solo lezioni frontali, ma predilige e fa proprie quelle partecipative, collaborative, cooperative, creative e attive, evitando così inutili e tediosi compiti a casa;
  12.  sa responsabilizzare gli alunni;
  13.  sa essere presente sempre con la mente e non solo con il corpo;
  14.  quando è in classe si assicura di aver spento il cellulare;
  15.  quando sbaglia, sa chiedere scusa agli studenti;
  16.  sa dire loro grazie e per favore;
  17.  sa permettere agli studenti di scegliere, di esprimersi, di chiedere e anche e soprattutto di sbagliare;
  18.  sa ripetere all’infinito la lezione quando gli studenti non capiscono;
  19.  sa trovare la giusta metodologia didattica per ogni alunno;
  20.  sa comprendere le loro difficoltà scolastiche e superarle con loro senza mai denigrarli;
  21.  non ridicolizza mai il lavoro di uno studente, anche se non corrisponde alle sue aspettative;
  22.  non si crea mai delle aspettative, perché devono essere gli studenti a esprimere ciò che sanno fare nei loro tempi e modi, e non noi docenti a pretendere che facciano le cose in un certo modo e con i nostri tempi;
  23.  sa assecondare e coltivare la loro creatività e la loro capacità individuale;
  24.  li sa lasciare liberi di pensare, affinché imparino a farlo con la propria testa;
  25.  non medicalizza le difficoltà degli studenti, ma impara con l’aggiornamento come superarle con nuovi metodi didattici: pertanto, continua la sua formazione costantemente nel tempo e non accampa scuse sulla pelle della/del bambin@ o adolescente per ipotizzare, diagnosticare e indagare, presunti e inaccettabili disturbi dell’apprendimento!
"Educazione non significa accatastare informazioni nelle teste degli studenti, educazione significa risvegliare in essi la sete di conoscenza [...]. Vera educazione è quando si può sperimentare, gustare e digerire. Se una cosa può essere misurata e registrata allora non è educazione" (Vinoba 2006)

Dr.ssa Tiziana Cristofari

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