giovedì 23 aprile 2015

Ecco come insegnare a tu@ figli@ ad amare la lettura

Pensate forse che per amare la lettura basti questo?
No, credetemi, non è sufficiente!

martedì 21 aprile 2015

Tiziana ti scrivo 7...


Carissima, ho condiviso e apprezzato molto il link su Figli Meravigliosi postato oggi (si riferisce a Stimi abbastanza tu@ figli@? Allora pensa che quando la maestra ti dice...

Quest'anno dopo 19 anni ho delle ore a disposizione e spesso mi ritrovo a dover seguire dei ragazzi che, rispetto al gruppo classe, hanno qualche difficoltà... ma quante belle soddisfazioni!Me li porto fuori e insieme studiamo il capitolo di storia o di geografia e come per magia tutti quei 4/5 nel libretto, si trasformano in 7/8... il segreto... la fiducia in loro, la stima, la comprensione e l'incoraggiamento e poi prima di entrare in classe il loro abbraccio e il loro grazie hanno il profumo della gratitudine di cuori incompresi e mi confermano la tesi sull'inadeguatezza di tanti colleghi a svolgere questo lavoro...

lunedì 13 aprile 2015

Stimi abbastanza tu@ figli@? Allora pensa che quando la maestra ti dice...

Le maestre e/o i maestri ti hanno suggerito che tu@ figli@ dovrebbe fare un controllo perché sospettano problemi di DSA (Disturbi Specifici Apprendimento)?
Ci sono due profonde discordanti correnti di pensiero tra gli psichiatri su questo argomento: i più, (che seguono le direttive di una società proiettata alla medicalizzazione dell’infanzia, per il business e gli interessi personali di medici e logopedisti), fanno diagnosi di DSA basandosi su banali e superficiali statistiche, ovvero prendono a campione un certo numero di bambini della stessa età, gli sottopongono un compito specifico (lettura, scrittura, calcolo ecc) e poi attraverso un punteggio, fanno una classifica tra chi rientra nella norma e chi no. Se quello specifico bambino non raggiunge il punteggio medio stilato sulla maggioranza, ha un disturbo dell’apprendimento. Ma questi dati non tengono in considerazione la realtà psichica e affettiva del bambino, la sua storia personale, la sua realtà culturale, il rapporto con l’insegnante (che ancora si pensa sia infallibile e sempre dalla parte del giusto, contro la presunta fallibilità del bambino e la sua potenziale difficoltà cognitiva). A me piace capovolgere il problema: e se a fallire fossero gli insegnanti e non i bambini, che sono solo le vittime? Se fossero alcuni docenti, inadatti alla formazione dei bambini?