giovedì 3 aprile 2014

Corri, perché nessuno ti aspetterà

Torno oggi nel mio blog dopo tanti giorni di fermo forzato a causa di un problema al mio computer adesso risolto.
Ho riscoperto il gusto dell’uso della penna dopo un primo smarrimento da tastiera e ho provato ancora la sensazione che provavo da bambina quando ero alle prese con temi e riassunti o con il mio prezioso diario: spero di non perdere del tutto questa opportunità di scrittura che permette una libertà infinita e che solo scrivendo è percepibile. La libertà di scrivere ovunque, con un semplice leggerissimo foglio e una penna trovata per caso nella tasca di uno sconosciuto. L’anonimato che permette all’inchiostro di tracciare segni nel tempo e pensieri che altrimenti non sarebbero scoperti.
Resta la consapevolezza di una società che non si ferma, anche se il tuo computer ha deciso di farlo prepotentemente. Il mondo va avanti così velocemente, che se ti fermi rischi di non essere più all’altezza delle cose, delle aspettative degli altri. Non sei più aggiornata, non sei più al passo e non c’è nessuno disposto a comprendere il ritardo della vita, dei gesti e dei pensieri, esattamente come con i nostri figli.
I tempi cambiano, esattamente come cambiano i nostri figli. Noi dobbiamo imparare a stare dietro a questa evoluzione, dobbiamo imparare a stare dietro a questa trasformazione. Lo so che è difficile, molti genitori me lo ricordano continuamente che i loro figli gli sembrano sfuggire, crescere così in fretta da non sapere come fare a stargli dietro. E non solo per la loro crescita, ma anche per i cambiamenti sociali, relazionali… tecnologici. A noi vecchie generazioni ci hanno insegnato a essere in un certo modo, a educare in un certo modo, ma dobbiamo tenere presente che accanirci a favore di un “È sempre stato così”, non ci serve a niente. Spesso questa affermazione impedisce o interrompe, il rapporto con i nostri figli. D’altronde qual è il nostro obiettivo: non è forse quello di avere figli meravigliosi? Non importa quindi quali sono i cambiamenti o gli insegnamenti che dobbiamo imparare, quello che conta è il risultato.

Siamo abituati alle trasformazioni tecnologiche: un nuovo apparecchio informatico ci elettrizza e c’emoziona nell’usarlo e nell’averlo. Dobbiamo trovare lo stesso entusiasmo nei nuovi metodi educativi, pensando che educare un figlio in modo diverso è come vivere un’esperienza nuova che porta a migliori risultati nei rapporti, soprattutto se l’insegnamento proviene da un esperto del settore educativo. Cari genitori e cari insegnanti, non vi fate spaventare da chi, esperto, vi suggerisce approcci diversi per i vostri figli o i vostri studenti. Siate aperti di vedute, siate ricettivi e proattivi, siate accoglienti e trasformate il sapere in novità, la conoscenza in opportunità. Ricordatevi che la conoscenza senza la pratica, è come non conoscere. Restate aperti alle novità scientifiche educative, esattamente come fate con la tecnologia e ben presto vedrete cambiare in meglio il rapporto con i vostri figli.

RICORDATE: l’educazione è una scienza, non fatevi spaventare dal progresso.

La Pedagogista
Tiziana Cristofari


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